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    Mostre: Torna Lucca Pompeo Batoni, pittore del Grand tour

    Con cento opere, tra cui numerosi inediti e importanti restauri, torna a Lucca l’arte sublime di Pompeo Batoni, pittore del Grand Tour, che, in pieno ‘700, immortalo’ principi e duchi in visita in Italia. A celebrarlo nel terzo centenario della nascita, una grande mostra allestita dal 6 dicembre al 29 marzo a Palazzo Ducale, in cui si ripercorrera’ la fortunata carriera dell’artista lucchese e tutte le tipologie in cui si cimento’: dalle monumentali pale d’altare ai celebri ritratti alle magnifiche composizioni allegoriche. Presentata oggi al ministero dei Beni culturali dal Capo della segreteria Enrico Hullweck, la rassegna ha lo scopo di portare alla ribalta uno tra i piu’ contesi pittori del XVIII secolo, finito pero’ col passare del tempo in un cono d’ombra, dimenticato in patria. Il mondo anglosassone e’ invece da tempo sulla strada di una sua rivalutazione, ha ricordato direttore della Fondazione Ragghianti e coordinatore del comitato scientifico della mostra Maria Teresa Filieri, che ha segnalato le due recenti esposizioni su Batoni realizzate a Houston e a Londra. La prima, allestita al Museum of Fine Arts, e’ stata tutta incentrata sulle opere allegoriche, mentre quella della National Gallery ha puntato esclusivamente sul ritratto, dal momento che Batoni costituiva di per se’ una grande attrazione per i viaggiatori del Grand Tour (in particolare gentiluomini inglesi), i quali passavano per Lucca, poi si recavano a Roma dove si contendevano le sue raffigurazioni sugli sfondi delle antiche vestigia. Realizzare l’esposizione di Palazzo Ducale, ha proseguito la Filieri, ha richiesto piu’ di tre anni di intenso lavoro, necessario soprattutto per fare piazza pulita delle troppe incerte attribuzioni e mettersi sulle tracce di opere che si credevano perdute, note solo per le copie uscite dalla bottega del pittore. Il risultato e’ una mostra che restituisce l’immagine di Batoni piu’ aderente possibile alla realta’ storica e ne presenta la straordinaria varieta’ stilistica. Si tratta di un artista di ”qualita’ sublime ed eccezionale livello tecnico”, ha detto Liliana Barroero, che con Fernando Mazzocca ha curato l’esposizione, come hanno dimostrato anche i restauri realizzati proprio per questa occasione. Nelle pale monumentali, ha spiegato, la sua pittura resta aderente al supporto e i danneggiamenti sono conseguenza solo dell’incuria o di calamita’. Ne e’ un esempio il San Giacomo condotto al martirio, forse la sua opera di maggior dimensioni, rovinata durante il terremoto di Messina e ora riportata all’originario splendore da un intervento conservativo finanziato (30.000 euro) dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. La mostra presentera’, tra le opere a tema religioso, anche quelle di devozioni, ideate per committenti privati, ma soprattutto i ritratti e le grandi allegorie, che aprono il percorso espositivo. Di grande interesse L’Allegoria delle Arti, che Batoni, ponendosi come sposo della Pittura, e innamorato della Scultura (era figlio di un orafo) e dell’Architettura, considero’ il suo autoritratto. (ANSA).