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    Reggio: l’otto marzo lotto per la mia città, iniziativa di ”A testa alta per la Calabria”

    Di seguito la nota di Franca MILAZZO, Commissaria Pari Opportunità Regione Calabria – A Testa Alta per la Calabria – Le stupende immagini della mia città, Reggio Calabria, arrivate, tramite RAI UNO, nelle case degli italiani con la fiction “Il Giudice Meschino”, tratto dall’omonimo libro dello scrittore  Mimmo GANGEMI, hanno riempito il cuore oppresso dei tanti reggini che stanno subendo anni tristi.
    Nel vedere quelle immagini, immagini di una città che oltre ai doni della natura può vantare  anche quelli della storia, incantevoli in tutto il loro splendore, mi sono chiesta: ma perché Reggio Calabria non può essere veramente così come viene presentata in quelle scene?
    Forte e chiaro il messaggio lanciato dai protagonisti: è sbagliato voltare sempre la testa dall’altra parte, è sbagliato rassegnarsi perchè tanto è stato sempre così. Se ognuno di noi, nel nostro piccolo, nel nostro quotidiano riesce a fare il proprio dovere, allora sì che verranno i tempi duri per chi nel malaffare ci sguazza.
    Per questo il prossimo OTTO marzo HO DECISO di dedicarlo a Lei, alla mia città, a Reggio Calabria, augurandole che nel momento in cui sarà tolta dall’immobilismo e  verrà restituita alla politica, alla buona politica, per intenderci,  quella politica che sa e vuole lavorare per l’interesse di tutti e non per gli interessi esclusivamente personali di qualcuno, a quella buona politica che sa ristabilire il rispetto della legalità e dell’imparzialità nell’azione amministrativa, scenderanno in campo le buone intenzioni.
    Ed in attesa che questo avvenga, con le immagini  trasmesse dalla televisione ancora negli occhi, io La vedo la mia bellissima città.
    La vedo, innanzitutto, come città del futuro, la REGGIO CITTA’ METROPOLITANA: un futuro, il suo, che va pensato, progettato e percorso, che deve essere  affrontato con coraggio e generosità, avendo fiducia nelle capacità intellettuali e professionali dei nostri giovani, offrendo loro la  grande opportunità di tornare ad essere protagonisti del destino della loro città. Per far questo diventerà  fondamentale riconoscere e promuovere i valori, le sensibilità ed i saperi che i giovani hanno, garantendo alle nuove generazioni spazi fisici e culturali, affinché contribuiscano alla costruzione della cosa pubblica. Il lavoro dovrà essere la preoccupazione centrale per gli  enti locali che dovranno e potranno costituire un riferimento fondamentale per contrastare la tendenza ad una progressiva precarizzazione del mercato del lavoro, promuovendo attività economiche altamente qualificate, favorendo le iniziative di imprenditoria giovanile, sapendo che è sulla qualità che si gioca il nostro futuro. L’utilizzo indiscriminato ed ingiustificato di lavoro precario ed irregolare dovrà costituire titoli di sfavore per le imprese che richiedono sovvenzioni e contributi o che intendono avere rapporti di fornitura con le pubbliche amministrazioni. Perché, si sa, dove c’è lavoro l’illegalità non attecchisce.
    La vedo, Reggio Calabria, come una città che produce sapere con le sue Università, con un sistema scolastico e formativo che riesce a  garantire quell’uguaglianza di diritti e opportunità che sta alla base della crescita di ogni Paese democratico avanzato. La vedo con tanti asili nido che sono la risposta adeguata,  nel sistema pubblico di istruzione, alla forte crescita della domanda di qualità dei percorsi educativi: i nidi e le materne, secondo me, sono i luoghi dove vanno  concentrate le risorse, per sostenere il diritto all’istruzione di tutti.
    La vedo come la città che produce cultura con il suo Museo, che ha riaccolto i Bronzi di Riace, il suo Teatro, la storia raccontata dai resti visibili delle antiche mura.
    La vedo come la città dei servizi e della solidarietà, dove i servizi agli anziani, all’infanzia, alla famiglia, sanitari, per l’accoglienza, per l’handicap, per il diritto alla casa e alla sicurezza, per l’attività motoria e lo sport  ridiventano centrali nel progetto di vita comune; perché una città con un forte investimento sociale, con migliori condizioni di benessere è una città più ricca. Io credo che lo sviluppo economico, le imprese hanno bisogno di un buon welfare locale per crescere ed uno stato sociale maturo è ciò che può consentire alle donne della nostra città di lavorare fuori dalle mura domestiche, di conquistarsi autonomia, ma anche di produrre ricchezza e più in generale superare svantaggi e promuovere integrazione.
    La vedo come  città dell’ambiente, dove vengono ricreate le condizioni ambientali di tutela della salute dei cittadini e  ripensato il modello di mobilità. La qualità dell’ambiente in cui viviamo è la misura fondamentale della qualità della vita del contesto urbano. Pertanto, predominante e certa dovrà essere la raccolta differenziata dei rifiuti contemporaneamente ad una politica energetica che fornisca risposte adeguate a favore dell’utilizzo di energie alternative e di risparmio e recupero energetico.
    E’ così che io vedo la Reggio Calabria di domani, sarà un sogno, ma credo che se si riuscirà a costruire un tessuto politico nuovo, una nuova civiltà politica, forse anche questo  sogno si potrà realizzare.