
di Grazia Candido (foto di Antonio Sollazzo) – E’ la storia di un bambino che sceglie di diventare un uomo. Sul palco di Catona teatro torna l’attore Manuel Frattini e con la sua eccellente compagnia, ricrea all’arena “Alberto Neri” la magia della favola di Robin Hood.
Lo straordinario musical di Beppe Dati per la regia di Christian Ginepro, ha aperto ieri sera la 24° edizione del festival dello Stretto organizzato dalla cooperativa Polis Cultura che “nonostante la crisi economica, ha investito anche quest’anno, sul settore artistico riuscendo a realizzare un cartellone con grandi nomi del panorama teatrale italiano ed europeo incastonando gemme preziose di spettacoli dove si alterna alla recitazione la musica e la danza”.
Sulla scena si intrecciano ai toni fiabeschi la sincronia delle parole e dei movimenti di tutti gli attori, impeccabili nella recitazione e coinvolgenti nei brani cantati e ballati. Divertente, romantica ed elegante la giovane attrice Valeria Monetti, rivelazione del talent show “Saranno famosi” di Maria De Filippi, eccellente padrona di casa sul palcoscenico così come l’esilarante e poliedrica Mimma Lovoi nei panni di una simpatica Tata.
Il pubblico per qualche ora ritorna ad essere bambino e in quel meraviglioso mondo irreale, si affronta il passaggio dal candore fiabesco alla cruda realtà della vita.
Quello raccontato dal dinamico e passionale Frattini di ritorno a Reggio Calabria dopo il successo di “Pinocchio” con altri compagni di viaggio, “la mia nuova famiglia – dice – alla quale sono legato da uno straordinario rapporto di lavoro, di stima e di amicizia”, è la complessa vicenda di un uomo che diventa un eroe, un ragazzo che impara a “riconoscere ed apprezzare i doni e le benedizioni della propria vita” e comincia a prendere coscienza di tutte quelle invisibili persone che vivono sfocate ai margini del suo campo visivo.
Ecco allora, che nell’affascinante arena “Neri” prende forma grazie anche ad una meccanica e colorata scenografia, la favola dell’amore di due bambini diventati oramai grandi, Marianna e Robin Hood, che di fronte all’obbligata scelta della vita sono costretti ad abbandonare il mondo incantato per affrontare la realtà del palazzo di Nottingham. Quel piccolo bambino quindi, lascia la foresta di Sherwood accettando una scelta difficile ma insita in ogni personaggio buono della storia come lady Marianna, la Tata, Fra Tuck, Little John e la dolce Nuvola “creata per custodire in sè l’incanto e l’infantile paura di crescere che sono ancora meravigliosamente intatte dentro ognuno di noi”.
A questi personaggi si oppongono i cattivi Guyo, re Giovanni e Sceriffo che agiscono usando la paura, “l’arma più forte per costringere all’immobilismo chi potrebbe avere il coraggio di cambiare la propria vita e quella degli altri”.
Ma saranno proprio i più deboli, i più fragili e vulnerabili a mutare la crudele realtà, ad abbattere il muro dell’indifferenza e dell’egoismo restituendo la libertà a chi non l’ha più.
“Solo davanti a ciò che non cambia ci si accorge di quanto si è cambiati” e la vita impone questo cambiamento, le sofferenze ma anche le gioie e i sacrifici. Come quello di Nuvola che mette da parte il suo amore non corrisposto per vedere felice il suo Robin.
“Quando ami qualcuno fai di tutto per la sua felicità ed io ho fatto ogni cosa per renderti felice – sussurra Nuvola all’eroe di Sherwood – Ora però, devo fare io qualcosa per me e tornare ad essere felice”.
Un messaggio che il regista Ginepro ha voluto lasciare al suo pubblico per “ricordare che la nostra avventura al contrario di quella di Robin, è ancora tutta da vivere. Ognuno di noi è sempre alla ricerca del proprio lieto fine e ha la ferma convinzione che non si uccide una cosa chiamata Amore”.




