"Un centro di affari e di potere in cui sarebbero stati privilegiati i pesanti interessi della ndrangheta nel settore sanitario".
La definizione dell'Asl di Locri non appartiene alle colorite dinamiche del linguaggio giornalistico, ma è quanto emerge dalla relazione della Commissione d'accesso nominata dal Prefetto di Reggio.
Dalla relazione emergerebbero anche sostanziali elementi di rilevanza penale, al punto da rendere necessario il trasferimento di parte degli atti all'autorità giudiziaria.
Nella relazione di fa esplicito riferimento anche ad una sorta di inamovibilità dello staff dirigenziale, sopravvissuto a numerosi avvicendamenti politici ai vertici della Regione.
Di contro vengono segnalate minacce ed anche trasferimenti punitivi nei confronti di coloro i quali non intendevano adeguarsi alle particolari dinamiche della struttura.




