Sette giovani su dieci bevono alcolici. 13 anni l’età media del primo bicchiere. I consumatori abituali rappresentano il 18,7 per cento di chi ha dichiarato di aver bevuto almeno 5 unità di bevande alcoliche nell’ultimo mese. Oltre 18mila gli under 18 capitati in moto o in auto con il guidatore in stato di ebbrezza. Sono i dati dell’Eurispes Calabria
nella giornata mondiale sulla prevenzione di alcool. “E’ necessario fare rete per proteggere le giovani generazioni dai rischi alcol-correlati. I giovani – ha dichiarato il presidente dell’Eurispes Calabria, Raffaele Rio – costituiscono un target molto esposto ai rischi legati al consumo di alcool. Rischi spesso assunti in maniera inconsapevole e sempre più influenzati dalle pressioni sociali, mediatiche, pubblicitarie, familiari. L’alcool, a differenza degli altri principali fattori di rischio, gode di una accettazione sociale e di una familiarità e popolarità legate alla cultura italiana del bere, una cultura mediterranea che poneva, sino ad un decennio fa, il consumo di vino come componente inseparabile dell’alimentazione. Oggi si può affermare senza ombra di dubbio – ha continuato Rio – che, a fronte delle modificate abitudini e modelli di consumo e della più ampia disponibilità ed offerta di bevande alcoliche, i giovani, e spesso anche gli adulti e, tra questi, le donne in particolare, hanno adottato modelli di consumo che, separando il bere dalla ritualità dei pasti, hanno trasformato il significato originale del bere in un valore comportamentale prevalentemente legato all'uso dell'alcol in funzione degli effetti che esso è in grado di esercitare sulle performance personali. L’alcool – ha concluso Raffaele Rio – è usato, e non consumato, per sentirsi più sicuri, più loquaci, per facilitare le relazioni interpersonali, per apparire più emancipati e più “trendy”, alla moda, per essere più
facilmente accettati dal gruppo o, in alcuni casi, per conquistare un ruolo di (presunta) leadership tra i pari”.




