Arrestato Bernardo Provenzano. Scarno in viso, smagrito, giubbotto blu, non ha fatto alcuna resistenza all’arresto e ha subito ammesso la sua identità. La cattura è avvenuta all’interno di una masseria nei pressi di Corleone, dove il padrino trascorreva la propria latitanza godendo degli appoggi di alcuni luogotenenti e dei parenti più stretti.
L’individuazione del rifugio è stata possibile grazie a complesse attività di ricerca condotte da un pool di investigatori della Polizia di Stato che, da anni, dava la caccia al capo indiscusso di Cosa Nostra. Perquisizioni sono incorso nei casolari vicini, il tutto coordinato dai pm della dda Prestipino e Sabella. Diverse le persone che sarebbero state identificate. Gli investigatori dello SCO e della Squadra Mobile di Palermo hanno monitorato una serie di “pizzini” (bigliettini) scritti dalla moglie di Bernardo Provenzano ed a lui inviati per mezzo di una serie di staffettisti, che si alternavano fino a giungere a destinazione.
In particolare, sono stati seguiti anche due pacchi che, dopo diverse tappe, sono giunti nella masseria situata nelle campagne di Corleone senza più riprendere il via. A seguito di questi dati, è stata decisa l’irruzione nel cascinale, che ha consentito di trovare e catturare il boss. Non troverebbe ancora conferma invece la circostanza secondo cui all’identificazione gli inquirenti sono giunti attraverso l’esame del dna. In tasca Bernardo Provenzano aveva numerosi “pizzini”, i foglietti con cui negli oltre 40 anni di latitanza ha continuato a comunicare e a impartire ordini ai suoi fedelissimi. Bernardo Provenzano era irreperibile dal 9 maggio del 1963, dopo l’ennesimo agguato della faida fra la cosca di Luciano Liggio, di cui faceva parte, e quella di Michele Navarra. Per ordine di Luciano Liggio avrebbero dovuto uccidere Francesco Paolo Streva, esponente del clan Navarra. Quella mattina, Streva riuscì a rispondere al fuoco e scampò alla morte. Fu poi ucciso il 10 settembre. Otto giorni dopo, i carabinieri denunciarono Provenzano: così il 18 settembre 1963 iniziava ufficialmente la latitanza della primula rossa di Corleone. Del boss non restava che una foto segnaletica scattata il 18 settembre 1959.




