Il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria si arricchisce di uno spazio dove la fantasia può temporaneamente sconfiggere la paura e il dolore. Grazie alla straordinaria sensibilità dell’Associazione ODV “Prometeus” di Palmi, il delicato Reparto di Oncoematologia pediatrica accoglierà al suo interno un piccolo cinema interamente dedicato ai giovanissimi pazienti. L’iniziativa di altissimo valore etico e sociale mira a trasformare il rigido ambiente clinico in un luogo di accoglienza, dove l’eccellenza delle cure mediche si affianca al fondamentale supporto psicologico e ricreativo.
Attiva da circa un ventennio sul territorio provinciale con incisive campagne culturali e solidali, la onlus guidata dal Presidente Saverio Petitto ha voluto superare il concetto tradizionale di beneficenza. Questa donazione, infatti, non rappresenta una semplice dotazione infrastrutturale, ma si configura come un autentico abbraccio silenzioso e un messaggio di speranza per i bambini costretti ad affrontare battaglie titaniche per la vita. L’allestimento della sala proiezioni nasce con un obiettivo terapeutico ben preciso: regalare momenti di leggerezza, sorrisi e serenità durante il difficile percorso delle terapie.
Come sottolineato dai promotori dell’iniziativa, a volte è sufficiente una luce che si accende nel buio e una storia da vivere insieme davanti a uno schermo per mettere in pausa l’angoscia, lasciando campo libero all’immaginazione. Il nuovo cinema di reparto diventa così un simbolo tangibile di coraggio e di gioia, alimentando nei piccoli degenti la speranza di tornare presto a giocare e a sognare la normalità.
Il taglio del nastro ufficiale di questo nuovo spazio di luce è fissato per giovedì 1 ottobre, alle ore 11:00, direttamente all’interno dei locali dell’Oncoematologia pediatrica del GOM. All’evento inaugurale prenderanno parte i vertici dell’Azienda Sanitaria (Asp), la Responsabile del reparto e un’ampia delegazione dell’ente donatore. Un momento di profonda condivisione istituzionale e umana, che certifica quanto la sinergia tra il volontariato d’eccellenza e le strutture sanitarie pubbliche sia vitale per costruire un modello di welfare basato sull’empatia, sulla centralità della persona e sul diritto inalienabile all’infanzia.






