di Grazia Candido – Nel suo sguardo intenso, sicuro e fiero di essere calabrese, traspare la profondità di un attore maturo, capace di infondere carisma e dare i consigli giusti per riuscire a realizzare i propri sogni.
Fortunato Verduci, reggino doc, classe ’81, è il primo attore-docente del corso di “Teatro in quartiere” inserito nel progetto “New Theatre Training” dell’associazione culturale arte e spettacolo “Calabria dietro le quinte Aps” (sostenuto dal bando “Reggio Resiliente” del Comune di Reggio Calabria e cofinanziato dall’Unione Europea – Fondo Sociale Europeo, Programma Operativo Città Metropolitane 2014-2020) che, da ieri e per tutta la giornata di oggi, in riva allo Stretto, avvicinerà gli allievi ad un’arte complessa e peculiare come quella della recitazione.
“Il corso di teatro in quartiere è una idea geniale perché ha dato la possibilità a chiunque di interfacciarsi gratuitamente con il mondo della recitazione, dell’arte in toto – afferma l’attore Verduci -. La recitazione per me è una filosofia di vita e, oltre ad essere interessante a livello professionale, ti dà molto anche dal punto di vista umano. Durante la lezione di ieri, abbiamo fatto un grande lavoro teorico, ci siamo soffermati sulle emozioni, sul testo, su ciò che siamo noi per poi, trasferire tutto all’interpretazione del personaggio”.
Insieme ai corsisti, l’attore Verduci intraprende un viaggio intimo e personale incentrato su uno studio accurato del testo che passa attraverso un lavoro sul corpo, sulla voce, sulla fisicità, sull’emotività personale, fino ad arrivare ad avere padronanza di tutte le componenti che porteranno ad interpretare un monologo o un ruolo davanti alla camera.

“Fare l’attore è un bel mestiere, è un lavoro che non ha età, lo si può fare da bambini, adulti, anziani. Non è mai troppo tardi per iniziare, l’unica cosa è che si deve avere fame per riuscire ad interpretare dei personaggi. Si deve avere la voglia, una forte dedizione, i mezzi , occorre frequentare corsi, scuole, accademie, studiare tanto perché un sogno può diventare realtà – aggiunge Fortunato -. Amo recitare e mi piace affrontare le sfide che ti impone ogni personaggio. Nel mondo del cinema, ci sono arrivato in età matura, avevo 34 anni ma, come dico sempre, non c’è un tempo prestabilito. Quando ti arriva quel ruolo, quell’opportunità giusta, bisogna coglierla al volo, senza esitazione. Io provengo dalla musica popolare e proprio questo mondo, mi ha dato la possibilità di entrare nel cinema con la serie “Trust: il rapimento Getty” (fortunata serie tv che racconta l’inferno vissuto da John Paul Getty III, erede dell’impero petrolifero dei Getty, una delle famiglie più ricche d’America, in mano ai sequestratori italiani)”.
Fortunato Verduci è un uomo innamorato follemente del palcoscenico, dotato di un talento eccezionale, è un professionista lontano dagli stereotipi delle celebrità forse, anche per questo il pubblico oggi, lo apprezza tanto per l’amore e la passione che mette in ogni suo lavoro.
Sicuramente, appartiene alla schiera dei grandi artisti che il cinema di casa nostra dovrebbe sfruttare un po’ di più e chissà, magari presto lo rivedremo su altri set perché come ci anticipa lo stesso interprete “in cantiere, ci sono delle iniziative molto importanti con attori del panorama nazionale e altri due, tre progetti che, per adesso, sono top secret”.







