di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – Amore, amicizia e fortuna: sono i tre elementi che dominano la commedia brillante “Balcone a 3 piazze” andata in scena ieri sera al teatro “Francesco Cilea” e che chiude la straordinaria stagione teatrale “Le maschere e i volti” della Polis Cultura.
Sul palco reggino, torna ancora una volta, l’attore napoletano Biagio Izzo, in forma smagliante, ironico, veloce nei tempi e nelle battute, sempre tanto affettuoso con il suo pubblico che ringrazia a fine serata perché “per voi, noi attori possiamo vivere tutta questa incredibile bellezza”.

Insieme ai colleghi Mario Porfito, sua fedele spalla e con il quale mostra in ogni lavoro una solida e sempre più affiatata intesa, Carla Ferraro, Roberto Giordano, Adele Vitale e Ciro Paciullo, Biagio strappa continue risate facendo anche riflettere sulle difficoltà che affronta quotidianamente una coppia e quindi, sul rapporto complicato che ha con la moglie con la quale è separato ma vorrebbe ricongiungersi nonostante le differenze sociali e caratteriali.
Già dai primi minuti, gli spettatori non riescono a trattenere le risate quando Biagio imita la mamma che offre la pastiera alla nuora milanese e, puntualmente, la rifiuta perchè non le piace, preferendo ad essa il classico panettone.

Una serie di simpatici equivoci rendono il testo ancora più coinvolgente, interessante e portano ad iperbolici compromessi per alleggerire le dinamiche.
Il balcone diventa il “luogo di passaggio” di Riccardo (Mario Porfito) prima e poi, di Ciro (Ciro Paciullo) e su questo balcone capiterà di tutto, tra cappotti scambiati, ladri che vi precipitano durante una rapina finita male e tresche impreviste che consentiranno di creare scene divertenti diventando un vero “teatro nel teatro”.
La bravura di Izzo sta nel saper dimostrare ancora una volta, che dietro la leggerezza di un testo dove si ride tanto, tra un botta e risposta ben costruito ma pur sempre naturale e spontaneo, si costruisce una nobiltà di pensiero dimostrato dalla presa in prestito della massima di Seneca: “Il miglior navigatore si vede durante la tempesta”.

Un’incitazione che, volutamente, il protagonista fa al suo pubblico spronandolo a lottare e mostrare il proprio valore proprio quando le difficoltà sembrano insormontabili ed è in quel momento che il navigatore deve mostrare la sua capacità per superare gli ostacoli e portare in un porto sicuro la sua nave e i suoi passeggeri.
Izzo lo fa in maniera impeccabile, sfoderando la caparbietà e il coraggio di un vero comandante che guida la sua nave con un equipaggio di attori bravissimi e perfettamente sincronizzati in scena.

“Siamo noi i capitani della nostra vita – ci dice Izzo prima di salutarci -. Credo che ognuno deve guidare la sua nave, senza paura, scegliere la propria rotta e trovare il percorso da seguire. E’ durante la tempesta che conosciamo il navigatore e forse questa sera, Reggio Calabria è salita sulla “nave destino” che va presa per quello che è. Ogni giorno è un’opportunità, un regalo che ci viene fatto e dobbiamo solo esserne grati”.







