Si dice che non ci sia nulla di più sincero del tempo, perché dice sempre la verità. Quando, però, c’è ancora da attendere diventa inevitabile analizzare ogni singolo passso che caratterizza un percorso.
Può accadere così che dinnanzi alla visione di un bicchiere, non totalmente riempito, qualcuno lo veda mezzo pieno ed altri mezzo vuoto.
Nei giorni scorsi, ad esempio, sono arrivate le motivazioni con cui il Tfn ha spiegato i motivi della penalizzazione inflitta agli amaranto. Toni duri, quasi trancianti. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il Tribunale Nazionale Federale è un organo interno alla Figc e deve fare il suo lavoro: difendere le scadenze del proprio ordinamento. Sarà, dunque, interessante capire cosa accadrà nei prossimi gradi di giudizio e verificare se soprattutto il Collegio di Garanzia dello Sport (Quindi il Coni) confermerà le tesi descritte. Di certo c’è che in casa Reggina si continua ad essere molto ottimisti. E si è talmente convinti della propria posizione che si andrà anche oltre la giustizia sportiva qualora dovesse servire.
Si è, inoltre, parlato del fatto che la Figc abbia inasprito le regole per accedere al prossimo campionato per chi affronta le situazioni debitorie con strumenti del Codice della Crisi d’impresa. Buongiorno Federazione! Vererbbe da dire questo, considerato che fino ad ora c’era un colpevole vuoto normativo. L’altro aspetto da mettere in rilievo che dalle parti di via Allegri hanno, di fatto, creato una via per accedere alla strada che ha preso la Reggina. Ci hanno aggiunto dei paletti, delle sanzioni e hanno reso il percorso più tortuoso.
La società amaranto, però, ci è passata prima. I provvedimenti non possono essere retroattivi. L’unico restringimento per la squadra amaranto maturerebbe solo nel momento in cui l’omologa non dovesse arrivare prima dell’iscrizione al prossimo campionato. Dovrebbe, in realtà, maturare molto prima.
Le sentenze, sopratuttto quelle definitive, sono fatti. Per quest’ultime c’è ancora da attendere.
Fatti sono quelli che, ad esempio, dovrà fare Felice Saladini. Quando arriverà l’omologa serviranno circa 8 milioni per chiudere la stagione. Molti dovranno arrivare di tasca sua, considerato che buona parte degli incassi stagionali sono già stati utilizzati per la gestione corrente. Si dovranno chiudere i conti con l’anno in corso e sopratttutto saldare tutte le spese congelate durante la fase di ristrutturazione del debito. Milioni che si aggiungono ai 4 serviti per chiudere la stagione 2021-2022 e a tutti i debiti residui.
A quel punto si dovrà iniziare a programmare la nuova stagione, quindi attraverso strategie e il budget si potranno valutare ulteriori fatti.
Così come è un fatto che, senza di lui, i tifosi della Reggina starebbero parlando di derby comunali.
Insomma l’idea di avere trovato una società che si prende in carico 16 milioni di debiti e , fornendo garanzie, prova a ristrutturare la situazione debitoria, ha tutta l’aria di essere una cosa che fa vedere il bicchiere pieno, almeno per tre quarti.
Quando le acque saranno più calme si potrà anche tornare a parlare del difetto comunicativo sullo stato dei fatti. Quando si prendevano Inzaghi ed Hernani serviva forse un maggiore grado di chiarezza sulle prospettive. Certo è che più che del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno di cui discute oggi, saranno i fatti a fare la differenza.






