di Grazia Candido – La sua ironia mista a quell’umanità e dolcezza che dona sorrisi a suon di battute fulminanti, è la sua arma vincente anche se dietro il suo straordinario successo, c’è tanto studio, lavoro e formazione artistica grazie alla quale, oggi, è l’attore, comico e commediografo tra i più amati del Belpaese.
Francesco Paolantoni, sarà al teatro “Francesco Cilea” venerdì 17 Marzo, con la sua divertente commedia “O …Tello o…Io”, pièce inserita nella stagione teatrale dell’Officina dell’Arte e che, a pochi giorni, dalla sua messa in scena, segna un altro meritato sold-out per il direttore artistico Peppe Piromalli.
Francesco, ci racconti come è nata l’idea di scrivere questo testo filodrammatico ma esilarante al tempo stesso?
“In questa storia ci divertiamo tanto e i protagonisti sono gli attori di una compagnia amatoriale che decidono di mettere in scena un testo importante come l’Otello di Shakespeare perché il regista vuole evidenziare il problema della gelosia. Però, questo testo è talmente forte che nemmeno i professionisti riescono a farlo bene. Adoro la commedia dell’arte e mi divertiva usare il meccanismo classico di questa, le disavventure degli attori, gli equivoci grazie ai quali creare uno spettacolo che è un po’ tra la commedia “Uomo e galantuomo” di Eduardo de Filippo e “Rumori fuori scena”. Io cresco con quel tipo di teatro e mi piace riproporlo e viverlo insieme al pubblico”.
Ma secondo te, piacerebbe a William Shakespeare il tuo lavoro?
“Gli sarebbe piaciuto molto e sono certo, avrebbe apprezzato la buona ironia del testo che, non solo viene “mortificato” nella recitazione ma anche, rivoluzionato nella trama. Sicuramente, avrebbe apprezzato il cast di attori perché certe cose si possono fare solo se gli interpreti sono bravi, affiatati e complici in scena come lo siamo noi. Con Stefano Sarcinelli, Arduino Speranza, Raffaele Esposito, Viola Forestiero, Felicia del Prete ci capiamo al volo e, sul palco, si improvvisa molto. Lo spettacolo cresce di volta in volta, anche perché c’è quel qualcosa che non tutti riescono ad incastrare, ed è l’improvvisazione”.
Nel corso della tua carriera, hai preso parte ad importanti programmi televisivi, film, spettacoli. Qual è l’incontro che è stato più determinante?
“Lo sono stati un po’ tutti perché prima di arrivare in televisione, ho fatto tanti anni di teatro incontrando attori molto bravi dai quali ho imparato qualcosa e ho arricchito il mio bagaglio culturale. Grazie all’esperienza fatta, allo studio, alla fatica, riesco a calarmi oggi, in vari ruoli con naturalezza. Ho lavorato con Stefano Sarcinelli, Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti, Vincenzo Salemme, Gabriele Cirilli, Biagio Izzo e tanti altri colleghi e, sinceramente, non saprei dire un solo nome”.
Progetti futuri?
“In questo periodo non si possono fare progetti, non possiamo più pianificare nulla. Dopo quello che abbiamo passato negli ultimi anni, bisogna decidere le cose sempre all’ultimo momento. Però, farò a breve un film con Biagio Izzo per la Medusa e, probabilmente, continuerò a “Tale e Quale Show”.
Vuoi dire qualcosa ai reggini che ti aspettano e all’Officina dell’Arte che ti ha voluto nella sua stagione teatrale?
“Conosco bene l’Officina dell’Arte e faccio tanti complimenti ad un team che lavora davvero bene. Ringrazio il direttore artistico Piromalli e il pubblico di Reggio Calabria per la fiducia che hanno in noi e sono lusingato dell’affetto che ci dimostrano. Arrivare in un teatro prestigioso come il Cilea mi inorgoglisce e mi responsabilizza anche, ma sono sicuro che sarà una serata indimenticabile e insieme ci divertiremo tanto”.





