Le conferenze stampa di Filippo Inzaghi somigliano molto a quello che era il suo modo di stare in campo. Pochissimo spazio per i fronzoli, dibattito sempre portato sui binari che preferisce e solo messaggi funzionali a veicolare le informazioni giuste per la squadra.
Non ci saranno titoloni, ma avere uno che ha un nome come il suo equivale ad avere una garanzia anche dal punto di vista della gestione mediatica.
Anche nella conferenza stampa pre-Venezia, c’è stato un passaggio in cui si è notato come Inzaghi vada per la sua strada con convinzione. “Noi proviamo i rigori” ha evidenziato e poi ha aggiunto “il rigorista è Menez“.
Dichiarazione netta, detta senza alcun tipo di titubanza, che è un messaggio chiaro verso tutti rispetto al fatto che lui crede ciecamente nel suo gruppo e nei suoi giocatori. Soprattutto nel francese titolare inamovibile sin dal suo arrivo, giudicato valore aggiunto dall’allenatore e mai messo in discussione.
Ai periodi di pausa, tratto costante della sua carriera, corrispondono giocate risolutive che Inzaghi fa pesaere nella bilancia che lo porta alle scelte. Anche perchè dal calciatore arrivano feedback positivi in fatto di impegno in allenamento e abnegazione in campo. E non sarà un rigore sbagliato a mettere in discussione la leadership tecnica di Menez, uno che evidentemente li tira meglio degli altri in allenamento.
Sarà lui, come accaduto nel secondo rigore calciato contro il Genoa, a ritenere se la sente di calciare o meno la prossima volta.






