I sogni, anche quando sembrano strappati via, possono sempre realizzarsi. Per informazioni chiedere a Luigi Canotto . Adolescente, era arrivato al centro sportivo Sant’Agata da Rossano Calabro.
Per lui si materializzava la possibilità di diventare calciatore nella stessa realtà in cui era maturato Simone Perotta, solo per citarne uno. Inevitabile sentirsi da subito l’amaranto dentro, soprattutto in anni ruggenti in cui la Reggina militava in Serie A.
Quattro anni sui campi di Via delle Industrie sognando, per l’appunto, di arrivare sul numero 1. Un giorno, però, la brutta notizia: il club lo scarta perché troppo piccolo di statura. Una pugnalata per un ragazzo di Calabria che sognava la storia a lieto fine. Tanti saluti al Granillo, dove a lungo ha fatto il raccattapalle avendo il privilegio di sentirne il boato da bordo campo.
Il ritorno a Rossano e la ripartenza dai dilettanti. La scalata fino alla C e poi alla B. Tante volte ha incrociato la Reggina, tante volte le ha fatto male. Ma il sogno non era mai cambiato: fare gol sotto la Curva Sud.
E ce l’ha fatta a 28 anni con un percorso tortuoso, In una serata magica, con un’atmosfera magnifica e un avversario di altissimo livello come il Genoa.
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