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Una Reggina bellissima in stile Franco Colomba quasi per osmosi: Genoa ko

8 Novembre 2022
in Reggina, Sport
Tempo di lettura: 2 minuti
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Una Reggina bellissima in stile Franco Colomba quasi per osmosi: Genoa ko

Prima della gara la Reggina ha premiato Franco Colomba. Gli ha fatto gare il giro del campo, consentendogli di prendere quell’ovazione che la sua storia in amaranto merita. La magia, però, ha dato l’impressione di arrivare dopo.

Quando, nel secondo tempo, la Reggina si  è messa a difendersi con il 5-3-2 si è avuta l’illusione di essere tornati indietro nel tempo. A quel modulo che nella storia amaranto ha dato le più grandi soddisfazioni. Un modo di giocare un po’ anacronistico rispetto al calcio spumeggiante di Filippo Inzaghi.

L’allenatore piacentino contro il Genoa sapeva che gli avversari non potevano essere affrontati a viso aperto. Lo ha ammesso anche a fine gara. Preferire Giraudo a Di Chiara aveva ragioni prettamente tattiche, considerata la maggiore attitudine difensiviva dell’ex Vis Pesaro. E il tecnico amaranto ha avuto meno spinta, pur mantenendo inizialmente il 4-3-3.

Ha scelto apertamente di difendersi nella fase finale del match, con la squadra che si è disimpegnata con ordine e compattezza il 2-1. Lo ha fatto rischiando “zero”. Ne è venuta fuori una vittoria di misura di quelle old style. Di quelle, per intendersi, che hanno fatto grande la Reggina di Franco Colomba.

Il tecnico con più presenze sulla panchina amaranto (con una promozione in Serie A sulle spalle) di vittorie come quelle con il Genoa ne ha centrate tante. Lo faceva plasmando squadre che davano tutto in campo. E a vedere la Reggina che non lasciava un centimetro agli avversari, che li rincorreva fino alla propria metà campo, si lanciava su ogni pallone sembrava davvero di tornare a tempi in cui i giocatori davvero giocavano per la maglia.

Sia chiaro: Inzaghi normalmente pratica un calcio più moderno e probabilmente anche più bello da vedere, ma rivedere quello spirito è stata una gioia per gli occhi. E i due si assomigliano anche per lo stile “poco urlato” e per il colpo di fulmine che sembrano avere avuto con la città di Reggio in quella sorta di corsia preferenziale che parte dall’Emilia e arriva sullo Stretto.

 

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