Reggina-Genoa ha una storia nella storia. Ed è quella dei due presidenti che le due società hanno scelto per i due club. Due massimi dirigenti che non sono proprietari o azionisti, ma che sono nomi che danno lustro all’immagine delle due società.
Marcello Cardona era il prefetto di Lodi quando venne istituita la prima zona rossa in Italia. La Lombardia iniziava a conoscere da vicino il volto peggiore del Covid. Il virus mise a dura prova direttamente la resistenza dell’attuale presidente della Reggina. Sei giorni in rianimazione, insufficienza polmonare al 70% e un mese di ricovero al San Raffaele di Milano.Proprio lì dove a lavorare c’era l’equipe del professor Alberto Zangrillo, primario dell’unità di Anestesia e Rianimazione.
Si arrivò al punto che si temeva in maniera seria per la vita di Cardona. Lui stesso, in delle dichiarazioni rese a Il Giorno, raccontò quei giorni. “Zangrillo – dichiarò – disse a mia moglie che le stavano provando tutte”.
Un incubo finito l’1 aprile 2020, quando il prefetto venne dimesso dall’ospdale meneghino
Con una nota della Prefettura di Lodi, Cardona ringraziò sentitamente i sanitari che lo avevan-o salvato. Sia quelli dell’ospedale lodigiano dove inizialmente era stato accolto e poi quelli del San Raffaele di Milano. Il rigranziamento particolare fu proprio per il professor Alberto Zangrillo.
Mai avrebbero potuto pensare Cardona e il medico che, a poco più di due anni di distanza, potessero rivedersi da presidenti delle rispettive squadre del cuore.






