di Grazia Candido – Oggi sono tre anni da quel terribile scoppio a Quargnento, in provincia di Alessandria, dove persero la vita i vigili del fuoco Antonino Candido, Marco Triches e Matteo Gastaldo, una tragedia che segnò un Paese intero e che mandò in frantumi i sogni di tre giovani uomini dello Stato uccisi la notte tra il 4 e il 5 Novembre del 2019 mentre erano in servizio.

Da allora, tutto cambiò: Nino, Matteo e Marco diventarono i figli di un’Italia che, all’unisono chiese dal primo momento giustizia e ricordo. Sì perché non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo e Alessandria come Quargnento, per rispetto e solidarietà alle famiglie distrutte da quell’atroce perdita, decisero subito di dedicare ai vigili del fuoco un campo polifunzionale, una rotonda, una pista ciclabile e una piazza rendendo merito a chi, con profondo senso del dovere, ha sacrificato la sua giovane vita.
Anche Reggio Calabria, ad un mese dal tragico evento, si mobilitò con una petizione popolare per intitolare una via a Nino Candido, iniziativa sposata dall’Amministrazione Comunale al tempo guidata dal sindaco Giuseppe Falcomatà che pensò di dedicare al concittadino, il primo tratto del Viale Europa dove è allocato il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco.
Un iter lungo (ricordiamo che la delibera della Giunta Comunale fu approvata il 20 agosto 2020, ratificata dalla Commissione Toponomastica il 30 marzo 2021) ma che, alla fine, ha trovato il 15 novembre 2021 il placet della Prefettura.
Sulla circolare della Direzione Generale dell’Amministrazione Civile del Ministero dell’Interno, si legge che “il sindaco del Comune di Reggio Calabria è incaricato all’esecuzione del presente provvedimento”, ossia all’intitolazione ufficiale del tratto stradale, ma ad oggi tutto è fermo.
Da Palazzo San Giorgio la risposta è sempre una: “Bisogna sistemare l’illuminazione della via. Ci vorrà qualche mese”.
Nel frattempo, è passato un altro anno e quella strada che ufficialmente già porta il nome di Antonino Candido, non solo è al buio ma è meta di deturpatori ambientali che depositano ogni giorno, immondizia e ingombranti tra gli alberi o sui marciapiedi. Insomma, più che un ricordo, è un oltraggio alla memoria.
Non sarà una strada a lenire il dolore dei familiari di Nino, non serve una intitolazione per restituire a mamma Marina e papà Angelo quella serenità ormai perduta, ma in questo triste giorno forse, un atto d’amore da parte degli amministratori locali sarebbe stato quell’abbraccio tanto desiderato da due genitori che avrebbero dato la loro vita per salvare quella di Nino, Matteo e Marco.
Ma questa è un’altra storia e l’unica cosa che Reggio Calabria adesso vuole è che il primo tratto del Viale Europa trovi al più presto la sua illuminazione.
Nell’attesa che la luce ravvivi anche i cuori di chi amministra la città, questo pomeriggio alle ore 17, mamma Marina e papà Angelo insieme ai parenti, amici e colleghi di Antonino depositeranno i fiori alla Rotonda ai Caduti dei Vigili del fuoco (di fronte la caserma) e subito dopo, alle ore 18 sarà officiata la Santa messa presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria D’Itria a Sbarre Centrali.
Non sarà la mancanza di un’illuminazione a distruggere i ricordi perchè questi sono il tessuto della nostra identità e anche se il tempo porta via tutto comprese le negligenze, siamo certi che questa amministrazione comunale dimostrerà che la vera arte della memoria è l’attenzione.






