Truffa ai danni ai danni dello Stato. Si tratta dell’accusa di cui dovranno rispondere una docente e due medici. Sono tutti originari della provincia di Reggio Calabria, mentre i fatti sono stati posti sotto l’attenzione della giustizia nel Nord Italia.
La vicenda
L’accusata sarebbe una giovane professoressa non di ruolo. I fatti riguardano il periodo che va dal 2019 al 2022. Sulla vicenda ha posto l’attenzione la Guardia di Finanza di Rimini e la locale procura. Attraverso falsi certificati medici l’accusata avrebbe evitato di andare al lavoro, arrivando a percepire quasi 50.000 euro in maniera indebita (ovviamente se le accuse fossero confermate).
Indagati anche due medici
Nel triennio la docente ha ricevuto diversi incarichi. Tutti a tempo determinato. Grazie alle certificazioni sarebbe riuscita ad ottenere lunghi periodi di malattia che, come conseguenza, hanno avuto la mancata presentazione sul luogo di lavoro. A firmarli altri due medici che sono finiti nel mirino della procura e rientrano tra gli indagati. Per loro ‘accusa è di concorso in truffa e falsi certificati.
Le cause della malatttia
La professoressa avrebbe saltato i giorni di lavoro per problemi come mal di schiena, vertigini, distorsioni alla caviglia e problemi ai reni. Tra i problemi elencati anche azioni avverse al vaccino. Il totale è stato di 35 certificati, tutti riguardanti i periodi in cui la professoressa era impegnata con gli incarichi. I fatti saranno oggetto di processo a partire da febbraio 2023





