di Pasquale De Marte – “Mi sono sentito voluto a tutti i costi. Era quello che cercavo”. Così Filippo Inzaghi ha motivato il suo arrivo alla Reggina nel giorno della sua prima conferenza stampa da tecnico amaranto.
Un matrimonio inaspettato dopo tanti rifiuti che l’allenatore aveva dato ad altre squadre solo poche settimane fa. Soprattutto perché, dopo il miracoloso salvataggio economico della nuova proprietà, la Reggina partirà in ritardo.
La gioia di Inzaghi
“Sono orgoglio – ha dichiarato – di essere qui oggi. Sapevo delle difficoltà e da dove saremmo dovuti partire. Chiedo alla gente di avere pazienza. Non è un mettere le mani avanti, perché siamo dei vincenti. C’è bisogno che tutte le componenti remino nella stessa direzione”.
La tabella di marcia impone ritmi serrati. “La priorità – ha detto Inzaghi – è formare la squadra. Cercherò di capire quali giocatori possono fare parte del progetto. Abbiamo le idee chiare. Chi viene a Reggio deve sapere quello che trova. C’è una società che è in grado di portare certi personaggi e nessuno può prenderci per la gola. Lavoreremo in sede perché c’è poco tempo, organizzeremo qualche amichevole e ci siamo già mossi”.
Menez e i ricordi di Reggio
In amaranto ritroverà Menez che, con lui, ai tempi del Milan ha raggiunto il record personale a livello realizzativo. “Jeremy – ha ricordato Inzaghi – con me ha fatto 16 gol. Non li ha più fatti, sono contento di averlo rivisto. Lui, come tutti gli altri, dovrà guadagnarsi la voglia di restare a Reggio, mostrandomi che vuole far parte di questa squadra. Conosco bene la B e ci sono 14-15 squadre che vogliono andare in Serie A”.
Inzaghi al Granillo è passato spesso. “A Reggio – ha ricordato – ci ho giocato anche con la Nazionale. Qui ho battuto il record di Paolo Rossi. Ho sempre trovato grande affetto. Il pubblico non lo scopro io. So cosa è quella curva e cosa significa giocare da avversario il Granillo pieno. Sono tutte componenti che ho preso in considerazione”.
E c’è un solo rammarico: “Giocheremo le prime due partite in trasferta, ma avrei preferito partire subito dal Granillo con l’entusiasmo che ho visto. All’inizio potremo non avere la brillantezza degli altri, per cui mi auguro che la squadra dalla prima partita ufficiale dimostri di essere attaccata alla maglia.
La Reggina partirà a fari spenti, ma con consapevolezza di poter migliorare strada facendo. “La mia squadra – ha evidenziato Inzaghi – dovrà essere aggressiva e sono qui per vincere le partite. Siamo consci delle difficoltà e piano piano potremo essere competitivi. Sul mercato mi fido ciecamente di Taibi e Martino, sanno di cosa abbiamo bisogno. Mi piace giocare a quattro, con tre centrocampisti e tre attaccanti. Se non ci saranno gli uomini giusti per questa scelta, utilizzerò un altro sistema di gioco. Sugli obiettivi da fissare serve equilibrio. Dobbiamo sapere da dove partiamo, se ci sarà sofferenza dovremo restare uniti.”.






