Tra i tifosi della Reggina c’è quasi una netta separazione tra gli ottimistici e gli scettici. Questi ultimi, in particolare, ritengono che non avere un nome sui possibili acquirenti corrisponde al fatto che ci sarebbe poca carne al fuoco.
Il punto di vista è legittimo. Anche perché, in questi casi, avere fede in una realtà economica dove di investimenti forestieri se ne vedono ben pochi non deve essere facile.
Oggi, però, tutte le componenti parlano di discorsi avviati. Dai giornalisti all’attuale proprietà amaranto, passando per altre figure che operano per conto della società.
Si ha la certezza che sulla questione ci sta lavorando un intermediario e oggi tra le ipotesi più concrete c’è quella che si starebbe lavorando per mettere insieme quanti più interessamenti possibili. Questa soluzione sgraverebbe gli investitori dal farsi carico singolarmente del club e dare forza alla base societaria della Reggina.
Il fatto che, al momento, non sia uscito neanche un nome, ma i nomi siano ben chiari a chi ne se stia occupando, potrebbe semmai autorizzare un cautissimo ottimismo.
Si ricordi, infatti, che l’unico passaggio proprietario avviato negli ultimi anni è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Questo perché chi ha intenzioni serie, in genere, lo fa per investire e non farsi pubblicità.
Per farsi un’idea di questo basta ricordare i diversi imprenditori che, negli anni, mostrando interesse per il club anche con interviste, non hanno mai concretizzato alcun discorso. Questo non significa che la strada per la Reggina sia spianata, perché la matassa è ancora da sbrogliare. Tuttavia, il nero che si era visto due settimane fa oggi è nettamente più grigio.






