Ci sono due passaggi della sentenza con cui la Figc smonta la tesi difensiva della Reggina secondo cui i mancati pagamenti sono addebitabili alle cause di forza maggiore, cioè il lutto e il conseguente malore avuto da Luca Gallo.
La prima, in riferimento all’assenza di delegati, si focalizza sull’organizzaziione.
“Le società affiliate – scrive l’ente – sono pertanto tenute al corretto adempimento dei pagamenti nei termini previsti (che nel caso in esame erano stati anche più volte rinviati) sicché per tali incombenti – specialmente per una società di capitali iscritta ad un campionato professionistico – si richiede un’adeguata organizzazione ed una prudente gestione e non può pertanto costituire esimente o giustificazione del mancato e/o ritardato pagamento l’improvviso malore negli ultimi giorni di scadenza del rappresentante dell’impresa”.
E poi si fa una menzione all’ammessa questione relativa ai fondi “Ed invero, come ammesso dagli stessi deferiti, il pagamento in questione, unitamente ad altri, fu discusso – si legge – dalla Società incolpata pochi giorni prima della scadenza, più precisamente in data 11 febbraio 2022, in quella sede però si autorizzò il pagamento di altre spese, in particolare gli emolumenti dei tesserati e si decise per mancanza di fondi il rinvio al giorno successivo (i.e. 12 febbraio) il reperimento delle risorse necessarie per il pagamento degli oneri in questione”.






