Mal comune non sarà mezzo gaudio, ma avere chiaro quella quella che è la situazione del calcio aiuta a capire perché quella della Reggina non è drammatica e può essere affrontata.
Lo si evince da un’inchiesta della Gazzetta dello Sport in cui si sottolinea quella che è la situazione del calcio italiano ai tempi del Covid.
In Serie A ci sono solo due club in utile (Atalanta e Verona) e solo tre sono senza debiti bancari (Fiorentina, Napoli e Spezia). Questo vuol dire che magari per la gestione diverse formazioni si sono affidate a terzi per fronteggiare i propri debiti.
Sono, ad esempio, 1,6 miliardi i debiti che le squadre di Serie A hanno verso società di factoring, società che a titolo oneroso anticipano i crediti. I club di massima serie hanno, inoltre, 500 milioni di debiti verso l’Erario e in certi casi per mettere a posto i bilanci sono stati usati stratagemmi legati alla valorizzazione di alcuni asset.
Otto club hanno chiesto ad alcuni esperti una stima del valore di marchio, immobili, archivio, ottenendo una rivalutazione complessiva da 700 milioni da mettere a bilancio. Questo ha permesso una crescita del patrimonio, ma rientra nel complesso meccanismo delle norme salva-bilanci che presto o tardi potrebbero comunque presentare il conto nella gestione.
L’analisi generale segnala un preoccupante indebitamento legato al periodo Covid, in cui tutte le misure atte a rendere sostenibile la situazione nella fase peggiore, hanno oggi portato ad un indebitamento cresciuto di 1,2 miliardi. I debiti generali dei club della massma serie hanno sfondato i 3 miliardi.
L’ennesima dimostrazione che, ancora una volta, dimostra perché al confronto di altre realtà la Reggina ha tutte le possibilità per superare quella che appare una fase di criticità superiore a quella che realmente è.





