Sono sei i gol presi dall’Udinese ad opera dell’Atalanta in Serie A. Una partita ai limiti dell’inguardabile per le condizioni fisiche con cui si sono presentati al match i friulani, con un organico dimezzato dal Covid e chi è andato in campo lontanissimo dall’essere nella migliore condizione.
Lo sfogo del dg Pasquale Marino a fine gara è stato eloquente rispetto alla situazione che si è venuta creare.
Gli orobici hanno avuto vita facile contro una squadra dove è andata in campo gente che non si allenava da giorni. È un po’ quello che potrebbe accadere a Brescia-Reggina. A sei giorni dal match gli amaranto hanno ancora 14 elementi del gruppo squadra positivi (si attendono aggiornamenti) e molti (con l’auspicio che altri si negativizzino) potrebbero arrivare alla sfida contro i lombardi con quattro-cinque allenamenti nelle gambe.
Peccato, però, che la partita si sarebbe dovuta giocare il 26 dicembre quando gli amaranto non avevano problemi di Covid e avrebbero potuto affrontare i pur più forti lombardi con una condizione sicuramente migliore.
La società amaranto, unitamente ad altri club, sono pronti ad avanzare istanza di rinvio sulla base di quelle che sono le situazioni epidemiologiche di alcune squadre. Circostanze che rischiano di falsare il campionato.
Sarà da valutare se sarà ancora una volta concesso alle squadre di mettere la questione alla votazione, dove c’è l’alta possibilità che molte formazioni si esprimano per una ripresa a fine gennaio.
Anche perché il campionato è stato sufficientemente fermo per aver già fatto perdere la sensazione di essere in grande forma a chi riteneva di avere un’inerzia favorevole e tanti potrebbero aver voglia di beneficiare per più partite possibili dei correttivi operati a gennaio.
Anche perché chi ha avuto 15-20 positivi (ed è il caso della Reggina) da qui alla fine del campionato non dovrebbe certo più avere situazioni di questo tipo, quantomeno a livello numerico, con cui confrontarsi.






