Riceviamo e pubblichiamo da avv. Oreste Romeo – Non sono pochi gli esponenti della Destra reggina che masticano amaro dopo avere preso atto della composizione della nuova giunta regionale.
In riva allo Stretto, ormai è notorio, da troppo tempo si indulge alla pratica di guardare il dito senza dare confidenza alla luna, e, dunque, non desta sorpresa che si inizi a coltivare l’esercizio di una perplessità fine a sé stessa sull’ingresso in giunta di due reggine “esterne”, quasi una sorta di preludio alla pianificata delegittimazione dell’abile tessitura di chi ha messo il Presidente Occhiuto in condizione di scrivere una pagina di buona politica con l’investitura di una vera e propria eccellenza nazionale.
Un malvezzo tipicamente “riggitano”, quello di lasciarsi distrarre dalle beghe da cortile, la cui utilità per il territorio cittadino è quella di aggiungere isolamento ad una emarginazione pressochè compiuta a tanti livelli.
E’ possibile che non ci sia nessuno, a destra, che trovi da ridire sull’ingresso nella giunta regionale dell’uscente catanzarese Filippo Pietropaolo, trombato ad ottobre a dispetto dell’aperto sostegno ricevuto dall’infausto ed esiziale binomio Traversa-Ferro?
Il flop del neo assessore Pietropaolo ha del clamoroso, perché appartiene in larga misura alla Ferro, che in Fratelli d’Italia è coordinatrice regionale, ed a Michele Traversa, che è storicamente il mentore e dante causa della suddetta deputata.
E, dunque, che cosa si pensa di fare davanti all’evidenza impietosa dei numeri?
Si ricorre allo SCANDALO del vecchio teatrino della “politica” cui ci hanno abituati oltre 50 anni di regionalismo calabrese, con l’unica eccezionale parentesi a tutti ormai nota.
Et voilà, la classe dominante regionale di stampo meloniano ha proceduto con impressionante cinismo alla gravissima forzatura (in verità, una distorsione) del responso delle urne ed al conseguente sacrificio del riconfermato Giuseppe Neri, unico consigliere regionale di maggioranza di Reggio Calabria città, la cui presenza nell’esecutivo calabrese era certa fino all’ultimo.
Fuori Neri, dentro Pietropaolo, non Giovanni Calabrese, giusto per fare il nome di una eventuale alternativa che comunque aveva riscosso maggiore consenso del neo assessore catanzarese.
Niente di nuovo sotto il sole (ormai vicino al tramonto) di Reggio!
Addirittura, trovo INTOLLERABILE che, per mascherare il flop elettorale di Pietropaolo, consigliere uscente pubblicamente sponsorizzato dalla Ferro su commissione dell’ex deputato Michele Traversa, sia stata anche soffiata all’unico reggino, appunto Giuseppe Neri di Fratelli d’Italia, la presidenza del consiglio regionale.
Davanti all’evidenza che comunque mortifica il risultato ottenuto a Reggio Calabria dal partito meloniano in gestione commissariale, nessuno si interroga, tutti masticano amaro e mandano giù anche questo boccone, l’ennesimo in verità, difficile da digerire.
Molto meglio abbandonarsi al velleitario esercizio di fare le pulci a chi ha dato prova di sapere pensare in grande e di volere pure volare alto, ma è proprio così che si mette la polvere sotto il tappeto e si fa il callo a tutto, anche alla on. Ferro, che non ha lasciato tracce nemmeno sulla neve che ha calpestato dalle sue parti e a Reggio, in particolare, se ne ricorda solo una estemporanea e recente sortita da capo dell’esercito dei selfie.






