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Stretto di Messina, scoperta la faglia marina che provocò il terremoto del 1908

31 Maggio 2021
in CALABRIA, Messina
Tempo di lettura: 2 minuti
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Stretto di Messina, scoperta la faglia marina che provocò il terremoto del 1908

Scoperta nei fondali marini tra la Sicilia e la Calabria la faglia che più di 100 anni fa provocò la più grave catastrofe sismica d’Europa, il terremoto di Messina-Reggio di Calabria delle 05.20 del 28 dicembre 1908, di magnitudo 7.1, che con lo scuotimento e uno tsunami provocò la morte di 100mila persone. E’ frutto di un nuovo studio internazionale condotto sui fondali dello Stretto di Messina e sull’attività sismo-tettonica dell’area dalle università di Catania e di Kiel (Germania) e dall’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La ricerca ‘The Messina Strait: Seismotectonic and the Source of the 1908 Earthquake’ è stata pubblicata da ‘Earth-Science Reviews’.
“L”ecografia’ del fondale ha consentito di individuare in modo inequivocabile una profonda spaccatura nel fondale dello Stretto di Messina – spiegano i ricercatori – la faglia mostra evidenze di attività recente poiché disloca il fondale marino con scarpate fino a 80 metri di altezza. L’analisi sismica in ambiente 3D e studi geomorfologici sul terreno hanno poi permesso di seguire la faglia per tutto il suo sviluppo”. “La struttura corre lungo l’asse dello Stretto ed è individuabile a circa 3 km dalle coste della Sicilia – aggiunge il prof.
Giovanni Barreca, coordinatore della ricerca – alla latitudine di Messina, la spaccatura curva verso Est penetrando nell’entroterra calabro per proseguire poi lungo l’asta fluviale del torrente Catona, una incisione fluviale tra Villa S.
Giovanni a Nord e Reggio Calabria a Sud. La faglia è inclinata verso Est e raggiunge la lunghezza massima di 34,5 km. Secondo le relazioni lunghezza-magnitudo, la faglia è in grado di scatenare terremoti di magnitudo 6.9, una energia molto simile a quella liberata durante il terremoto del 1908”. La ricerca affronta inoltre il meccanismo all’origine dell’allontanamento in atto tra la Sicilia e la Calabria (circa 3,5 mm all’anno), individuandone il motore nelle profondità crostali. Questo movimento avverrebbe sotto l’effetto della gravità ed in maniera quasi asismica, ma incoraggerebbe la rottura fragile di alcune faglie più superficiali. (ANSA).

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