“Atteso che, l’Assessore alle infrastrutture, della Regione Calabria,
On. Catalfamo, ha specificamente richiesto al Governo Italiano di non
potenziare il collegamento ferroviario della Paola-Cosenza e che,
neanche a seguito di una mia interrogazione a risposta scritta, N. 134
del 30 Aprile, sono state fornite delucidazioni su tale scelta dalla
giunta regionale, Sabato 22 Maggio, insieme ai cittadini, manifesteremo
il nostro dissenso, chiedendo all’Assessore alle infrastrutture di
rivedere le proprie priorità, probabilmente differenti da quelle reali
di un territorio che ha bisogno di servizi e non di tagli”. Lo afferma
il Segretario-Questore dell’assemblea regionale della Calabria, Graziano
Di Natale tra i promotori del sit-in, pacifico, di protesta che si terrà
Sabato 22 Maggio, dalle ore 11:00, nel piazzale d’ingresso della
Stazione Ferroviaria di Paola nel rispetto delle norme vigenti in
materia di sicurezza e contrasto alla diffusione del Covid-19. “Quando,
nei palazzi del Potere, vengono fatte valutazioni a dir poco discutibili
come quelle di ignorare, volutamente, il possibile sviluppo di un
collegamento ferroviario, quale la galleria Santomarco sulla
Paola-Cosenza, è giusto protestare pacificamente ma in maniera convinta
e passionale come accaduto in passato anche per difendere l’ospedale San
Francesco”.
Il vicepresidente della commissione regionale contro la ‘ndrangheta
prosegue richiamando alla partecipazione della cittadinanza: “Sebbene
tutto ciò sia accaduto nel silenzio dei politici che scorrazzano dalle
nostre parti, alcuni dei quali della stessa estrazione politica di
questa giunta regionale di centrodestra, avevo asserito che sulla
vicenda non sarei rimasto a guardare. È mio dovere tutelare, in ogni
modo, il territorio al quale sono legato. Dispiace -conclude – far
venire meno il profilo istituzionale ma, mio malgrado, sono costretto ad
alzare i toni lanciando una proposta pubblica, apolitica, priva di
primogeniture e secondi fini. Auspico la partecipazione della
cittadinanza nel rispetto delle regole. Bisogna lottare per i propri
diritti perché questo territorio oltremodo vittima, in passato, di una
vera e propria spoliazione dei servizi che non dovrà più restare
indietro. La musica è cambiata”.





