di Grazia Candido – “E’ una giornata storica per tutto l’Aspromonte ma il risultato ottenuto oggi, è un punto di partenza e non di arrivo”.
Il presidente del Parco dell’Aspromonte Leo Autelitano commenta così, l’ingresso nella Rete mondiale dei Geoparchi Unesco (un riconoscimento internazionale di cui l’Aspromonte si fregia e che arriva grazie al lavoro certosino del team del Geopark Project guidato dalla dottoressa Santagati), e con estremo orgoglio, ribadisce che “questo risultato è un incentivo a lavorare con maggiore attenzione per ottenere nuovi ed importanti risultati sul territorio”.
Insieme alla referente Sabrina Santagati, all’ingegnere Sabrina Scalera e al presidente della Comunità del parco dell’Aspromonte Giuseppe Pezzimenti, il presidente Autelitano non può che esaltare “il momento storico che premia la straordinaria valenza geologica dell’Aspromonte ponendolo all’attenzione mondiale”.
“Chi avrebbe mai pensato 30 anni fa, che questo territorio considerato povero, oggi, sia ricco di un patrimonio per l’intera umanità – afferma Autelitano -. L’Aspromonte ha una storia geologica di rilievo che ha permesso di avviare la candidatura all’Unesco nel 2017 promuovendo le peculiarità del massiccio ricco di storia e in perfetta sintonia con il cuore della sua gente. La notra candidatura è stata accolta grazie al lavoro incessante di un team professionale e al supporto di istituzioni, associazioni e di una comunità che ha mostrato da subito, una collaborazione attiva. Abbiamo raggiunto in questi anni – continua il Presidente del Parco – un percorso di consapevolezza che ha permesso a tutti coloro che hanno lavorato al progetto Geoparco, di raggiungere un importante obiettivo. Un protagonismo generoso portato avanti da umili operatori che amano il loro territorio e che hanno avviato un processo di emancipazione che dobbiamo portare avanti tutti insieme”.
L’ingresso nella Rete mondiale dei Geoparchi Unesco consentirà al Geoparco Aspromonte di valorizzare il prezioso patrimonio (8 geositi di rilevanza internazionale, 89 geositi censiti), le sue specialità culturali, identitarie e naturalistiche. Ma anche “sarà un’occasione per far diventare l’Aspromonte il luogo deputato per incontri studio e approfondimento sulle scienze geologiche”.
“E’ un’opportunità ma è anche una grande responsabilità – postilla il Presidente del Parco – e questa consapevolezza accompagnerà ogni nostra scelta futura. Le nostre rocce, uniche e grandiose, che sopravvivono ai millenni, in una continua e lentissima trasformazione, siano da esempio per una crescita costante e solida a cui questo territorio deve aspirare”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la referente Santagati e l’ingegnere Scalera che ribadiscono il valore dell’Aspromonte Geopark nato con l’intento di salvaguardare e valorizzare uno dei particolari patrimoni geologici del Mediterraneo centrale. Un ricordo particolare al direttore Sergio Tralongo, prematuramente scomparso, che ha lavorato con passione a questo progetto e a lui, oggi, il Parco dedica questa giornata.






