di Grazia Candido – Fondamentali sono state le denunce dei cittadini del Comune di Villa San Giovanni che, fidandosi dello Stato, hanno manifestato i loro dubbi ai carabinieri sull’operato dell’ufficio tecnico. Il procuratore Capo della Repubblica Giovanni Bombardieri lo ribadisce più volte durante la conferenza di questa mattina al Comando provinciale, dove ha illustrato i dettagli dell’operazione “Cenide” che ha portato a 11 arresti (due in carcere e 9 ai domiciliari compreso il primo cittadino di Villa Giovanni, Siclari) per condotte illecite integranti ipotesi delittuose di corruzione, turbativa d’asta, falso in atto pubblico, truffa aggravata e peculato. Inoltre, sei dipendenti del comune villese, sono stati destinatari di misura cautelare interdittiva della sospensione dall’esercizio di pubblici uffici per la durata di 12 mesi.
“L’ingegnere Morabito (attuale responsabile del Settore Tecnico Urbanistico del Comune di Villa San Giovanni) è una figura centrale in questa attività: si è partiti proprio dalla gestione dell’ufficio tecnico anche grazie ad alcune denunce di cittadini che manifestavano delle irregolarità all’interno dell’Ente – spiega il procuratore Bombardieri – L’indagine poi, si è arricchita del contributo di collaboratori che hanno fornito dettagli sulla figura del Morabito e del suo sistema che prevedeva per lo svolgimento di pratiche di competenza dell’ufficio tecnico, l’interessamento di soggetti appartenenti alla cerchia di amici del Morabito. Questo ha comportato la concentrazione delle attività investigative su quella persona e sull’ufficio per poi, attivare una serie di accertamenti che hanno riguardato la gestione delle pratiche edilizie, l’affidamento di gare che venivano svolte in maniera apparentemente regolare ma con accordi che riguardavano le ditte partecipanti e che prevedevano una selezione già stabilita a tavolino con promesse ed intimidazioni ai partecipanti stessi”.
Bombardieri nella ricostruzione dei fatti si sofferma sul responsabile comunale che “attraverso la richiesta di favori e di assunzioni anche all’azienda marittima che opera su quell’area, aveva piegato lo svolgimento dell’attività tecnica nell’interesse dell’azienda stessa”.
“In particolare, l’ufficio tecnico non aveva svolto gli accertamenti necessari per verificare la regolarità di alcune opere e, in una conversazione congiunta, una indagata dell’ufficio faceva riferimento a un “do ut des” per il marito che aveva chiuso non uno ma mille occhi per favorire quella azienda – continua il procuratore della Repubblica – Addirittura, ribadisce la necessità che il marito rimanesse in carica sino a quando quella assunzione si fosse realizzata perché era convinta che sino a che era lì, non era una questione di stipendio ma di potere. Questo è l’esempio di una mala gestione della “cosa pubblica” che, invece di interessarsi dei cittadini che subivano ritardi e ripercussioni dall’ufficio, tramite gli addetti comunali agevolava attività che venivano svolte per gli amici del Morabito. Anche questa volta, il lavoro dei carabinieri è stato meticoloso, minuzioso e ha consentito di dare riscontro alle denunce della comunità dimostrando fattivamente che, quando le segnalazioni sono concrete, ci consentono di fare un’attività di indagine e di riscontro”.
Per quanto riguarda la posizione del sindaco di Villa San Giovanni, il procuratore precisa che “in relazione ad una assunzione si è fatto promotore chiedendola alla dirigenza dell’azienda pur sapendo che, lo dice lui stesso in una intercettazione, tale assunzione gli avrebbe consentito di godere anche del favore di alcuni esponenti della minoranza”.
“Si trattava di intercedere per il figlio di una consigliera della minoranza che egli stesso dice, nel momento in cui favorirai il figlio, non si ritorcerà contro – conclude Bombardieri – Una gestione del sistema politico, dei rapporti tra maggioranza e minoranza che esula da qualsiasi regola democratica dell’attività politica. L’assunzione non c’è stata perché l’incarico proposto è stato rifiutato dal Trunfio in quanto non era in quel momento ritenuto adeguato. Poi, sono stati avviati passi di investigazione e il Trunfio si è fermato”.
Il Maggiore Marco Vatore e il Tenente Colonnello Massimiliano Galasso nel ringraziare i Comandi provinciali di Milano e Brescia che hanno collaborato perché due degli indagati erano fuori provincia, aggiungono che il sindaco Siclari è stato fermato ieri sera, mentre si trovava in Comune per partecipare ad alcune riunioni e, con una scusa, lo hanno invitato a seguirlo, notificandogli poi l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per corruzione.
“E’ stata una indagine delicata, complessa che parte dalla denuncia di alcuni cittadini e si è sviluppata con l’ausilio di dichiarazioni di collaboratori – conclude il comandante provinciale dei Carabinieri Giuseppe Battaglia – Emerge un sistema consolidato dell’ufficio tecnico del Comune di Villa San Giovanni esaminato anche in seguito dalla Commissione d’accesso l’anno scorso e che, purtroppo, era pervaso da una visione personalistica di scambi di favore del Morabito stesso o di cessione di un sistema di potere con imprenditori del settore marittimo o della ristorazione che coinvolgeva anche l’Amministratore comunale e il sistema politico della città. Uno sforzo investigativo importante sia dal punto di vista provinciale con il Nucleo investigativo che si è occupato delle attività tecniche, sia sul piano territoriale con la Compagnia che ha intercettato le istanze dei cittadini e la vita del paese oppressa da un sistema amministrativo non sano. Le attività infatti, si concretizzavano su un sistema di interessi personali del Morabito, del Trunfio e dell’ufficio tecnico”.
Il Comandante provinciale rivela anche di “aver voluto anticipare tutta l’operazione di 12 ore dimostrando la tempestività dell’azione dello Stato”.
“Dagli auguri di Natale alla Scuola allievi dei Carabinieri, ieri sera, siamo passati al regalo di Natale accelerando l’operazione, un segnale di vicinanza alla gente e a tutti i cittadini di Villa che meritano amministratori e tecnici che sappiano ascoltare le esigenze del loro territorio” – conclude Battaglia.






