Nell’ambito del blitz della polizia contro la cosca Libri di Reggio Calabria la Dda di Reggio Calabria, ha arrestato 17 persone, fra cui figurano politici di spicco della Regione Calabria.
Nell’elenco degli indagati compaiono, l’attuale capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Seby Romeo (ai domiciliari), l’ex assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi (indagato a piede libero) ed Alessandro Nicolò ( in manette).
Nello specifico, Nicolò è accusato di associazione mafiosa, quale referente politico delle sue articolazioni territoriali (in particolare cosche Libri e De Stefano-Tegano) stringendo uno stabile e permanente accordo con gli esponenti di tali consorterie mafiose e assicurando benefici di vario genere.
Demetrio Naccari Carlizzi, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa perché, secondo l’accusa, in occasione delle competizioni elettorali per il rinnovo degli organismi elettivi delle istituzioni comunali e regionali, chiedeva e riceveva, per sé o per altri candidati da lui indicati, i voti raccolti dai rappresentanti delle cosche di ‘ndrangheta. Naccari assicurava la sua disponibilità per garantire ai rappresentanti di quelle articolazioni di ‘ndrangheta l’aggiudicazione di appalti, la risoluzione di problematiche di vario genere presso la pubblica amministrazione, l’assunzione in enti pubblici o privati di affiliati o comunque di soggetti vicini al sodalizio, oltre all’inserimento in prestigiosi circuiti politico-relazionali.
Sebi Romeo, invece, è accusato di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio insieme ad un maresciallo della guardia di Finanza, Francesco Romeo. Questi, chiedeva a Sebi Romeo di far assumere una persona in una locale impresa di trasporti ed autolinee ed in cambio gli prometteva di fornirgli informazioni, coperte da segreto istruttorio, relative a procedimenti pendenti presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria.
‘Ndrangheta 17 arresti da parte #squadramobile Reggio Calabria e #Sco ad affiliati alla cosca Libri. Sono ritenuti responsabili di associazione mafiosa, estorsione, turbata libertà degli incanti, porto illegale armi e tentata corruzione per atto contrario ai doveri d´ufficio pic.twitter.com/r8lGsmNCJX
— Polizia di Stato (@poliziadistato) July 31, 2019






