Grande manifestazione dei sindacati a Reggio Calabria. Un corteo con oltre ventimila persone ha attraversato la città.
Tra i presenti il segretario della Cgil Maurizio Landini.
“Ripartiamo da qui – ha detto – per unire questo Paese. E’ già abbastanza diviso, le differenze sono enormi. Bisogna ripartire con un piano straordinario di investimenti per creare sviluppo duraturo”.
La situazione economica preoccupa il sindacalista: “La situazione è peggiore di un anno fa. Il governo ascolti queste piazze e si discuta di come cambiare questo Paese. Basta con questa logica dell’autonomia differenziata che aumenta le diseguaglianze. Bisogna investire nelle infrastrutture, nelle strade, nelle ferrovie, nelle scuole. C’è bisogno di una politica industriale e di valorizzazione degli elementi essenziali del territorio”.
Chiari per Landini i punti su cui bisogna intervenire: “Un Paese come il nostro ha 120 miliardi di evasione fiscale, ha problemi di malavita ed è quella l’area cui bisogna agire.
Poi non manca la stoccata a Salvini: “Credo che sia sotto gli occhi di tutti, la contraddizione di chi ha raccontato che saremmo un paese invaso e non si rende conto che i giovani del Mezzogiorno se ne stanno andando dall’Italia. Questo è un modo per disperdere intelligenze che vengono usate dagli altri Paesi che, più furbi di noi, li accolgono molto volentieri”.
L’idea che le più ricche regioni del nord possano ricevere maggiori poteri è un allarme secondo Landini: “L’autonomia differenziata, proprio sui diritti fondamentali come la sanità e l’istruzione, rischia di mettere in discussione tutto. E siamo al paradosso, dato che tante persone della Calabria per curarsi devono andare al nord. E questo significa che anziché investire i soldi e le tasse delle persone nel posto in cui sono, in realtà servono per rafforzare e qualificare la sanità da altre parti. Non c’è bisogno di di dividere ancora di più il Paese”.
Infine una critica al Governo: “Questa finta di litigare con l’Europa per non cambiare mai le politiche economiche ci ha stancato”.





