Fa ancora discutere quanto avvenuto due notti fa, con ignoti che hanno trovato il modo di introdursi all’interno di Palazzo San Giorgio attraverso una finestra per motivi ancora ignoti e che potrebbero non essere finalizzati al mero furto, considerato il quantitativo di documenti presenti all’interno della casa del Comune.
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Non è, infatti, la prima volta che il patrimonio comunale e i beni comuni vengono presi di mira in raid vandalici e tentati furti. Solo negli ultimi mesi si sono registrate due incursioni notturne agli uffici dell’Anagrafe in via Torrione, dove sono conservati anche molti dati sensibili dei cittadini, due tentativi di effrazioni alla biblioteca De Nava ed un’incursione al Castello Aragonese. Tutti fatti denunciati alle autorità sui quali si sta indagando.
Senza contare i molteplici tentativi di furti subiti dalla sede di Castore a Condera, nuova società in house creata dall’Amministrazione Falcomatà nata sulle ceneri della ex Multiservizi sciolta per mafia in concomitanza con lo scioglimento del Comune, e i tanti raid vandalici registrati nei parchi cittadini, negli asili e nelle strutture sportive della città, oltre alle lettere intimidatorie, di natura più o meno preoccupante, indirizzate al primo cittadino.
Non è dato sapere se nel mirino ci siano semplicemente i beni materiali, la voglia di commettere delle bravate o atti di vandalismo. Quello che è certo è che si sta creando un clima di sospetto che la stessa amministrazione comunale non ha mancato di mettere in rilievo, sottolineando sia, ad esempio, quantomeno singolare che, non appena puliti, i luoghi destinati alle discariche abusive nelle strade in poco tempo finiscano per essere di nuovo un ricettacolo di rifiuti.
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In attesa che le indagini chiariscano, i fatti autorizzano riflessioni e considerazioni che il punto di vista di ognuno potrà partorire.






