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15 Aprile 2019
in Sport
Tempo di lettura: 2 minuti
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“Per come ragiono io, siamo arrivati ad un punto dove possiamo pensare solo a noi stessi. Dopo penseremo ai risultati delle avversarie. Oggi non facciamo tabelle, pensiamo solo a noi”.Diego Conson, capitano della Reggina, vuole che da ora in avanti gli amaranto pensino solo a loro. Vincere le ultime tre partite (una è già in saccoccia contro il Matera) equivarrebbe a raggiungere i play off senza pensare agli altri. Ha parlato da ospite della trasmissione di ReggioTv, Fuorigioco.Leggi: La situazione, il calendario e possibili sviluppi play off: tutto quello che c’è da sapereL’exploit di Cava ha risollevato il morale della Reggina. “A livello mentale – rivela l’ex Sambenedettese – ssentivo un’aria pesante. Un evento favorevole serviva come il pane, fortunatamente è arrivato proprio ieri. Adesso siamo padroni dell nostro destino”.L’avversario metelliano non era dei più agevoli, per stessa ammissione del capitano. “La Cavese – è una squadra allenata da un buonissimo allenatore. Li abbiamo aspettati per colpirli in contropiede. E’ stata una scelta del mister che ci aveva chiesto anche di usare i lanci lunghi”.E’ uno spogliatoio unito quello della Reggina. “Il gruppo – afferma Conson –  c’è sempre stato. Tra mille difficoltà. Anche i nuovi si sono integrati al meglio. Bellomo, al gol di Martiniello, ha corso sessanta metri per andare ad abbracciarlo dalla panchina”.Il ritorno alla vittoria è coinciso con quello del tecnico che aveva iniziato la stagione. “Cevoli – rivela Conson –  non ha portato nulla a livello materiale. Ci ha dato una scossa, proveremo a non fermarci e ad affrontare le ultime due partite con la testa libera. Pensiamo solo a giocare e a cercare di vincere. La partita di sabato sarà quella più importante del campionato e grazie ai tre punti di Cava potremo affrontarla con uno spirito diverso. Ci aspetta un avversario difficile e forte, ma anche loro sanno che noi non siamo da poco”.Quando gli si chiede cosa non ha funzionato con Drago non dice cose banali: “Con la difesa a tre mi sento più tranquillo, in realtà ci sono cinque difensori, il play basso fa da schermo e le mezzali ci danno una mano. Ognuno deve poter portare le idee tattiche che crede. Il mister non conosceva questo campionato. Non sa che a volte il bel calcio si deve andare a vedere in Spagna. L’importante in Serie C è lottare su ogni pallone, fare una corsa in più per i compagni. Non è colpa sua, forse ci è mancato questo spirito di sacrificio. La partita contro il Catania è stata una partita di un’altra categoria, i loro difensori ci aspettavano nella loro metà campo e io riuscivo a portare palla più avanti possibile”.  

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