UILTEMP Calabrese esprime fortissima preoccupazione per quello che in queste ore sta accadendo in relazione alle Politiche Attive del lavoro avviate d’intesa con il Ministero di della Giustizia e che coinvolgono 650 ex percettori di mobilità in deroga e disoccupati con pregressa esperienza negli uffici giudiziari.
I partecipanti al bando regionale, che prevede la realizzazione di percorsi formativi di 24 mesi, si trovano nell’impossibilità di poter continuare le proprie attività poiché, dal Ministero stesso, non vi è l’autorizzazione alla firma a sottoscrivere l’apposita convenzione, se non viene prima inserita una clausola di alternanza dei tirocinanti stessi.
Mentre tutti sottolineano il grande apporto di questi lavoratori al buon andamento della macchina organizzativa del Ministero, che nella nostra regione aveva accumulato notevoli ritardi con disagi evidenti per gli operatori del settore e per la cittadinanza, non si è riusciti a trovare un percorso condiviso con il Ministero affinché non si giungesse al blocco di questi giorni.
Al primo sentore di queste difficoltà, una delegazione di lavoratori ed il segretario interprovinciale UILTEMP di Catanzaro-Vibo, si erano recati presso il Dipartimento Lavoro dove si sono confrontati con il Dirigente Generale ed il Dirigente di settore per prendere cognizione di come la Regione si stia muovendo per affrontare il problema.
Peraltro, come UILTEMP Calabria, avevamo più volte chiesto all’Assessorato al Lavoro di vigilare sulle attività di tirocinio, che spesse volte sono vitale fonte di reddito per i disoccupati che vi partecipano. Avevamo anche chiesto che non si aspettasse l’ultimo momento per affrontare il nodo del rinnovo della convenzione, consapevoli delle possibili eccezioni che il Ministero avrebbe potuto muovere.
Il Ministero, dal canto suo, pur ricevendo già dal mese di Luglio le note dei dirigenti degli uffici giudiziari calabresi con cui si chiedeva la possibilità di continuare le attività formative, ha atteso quasi due mesi e che si arrivasse pressoché alla scadenza della prima convenzione, per sorprendere con doccia gelida i lavoratori che, a parole, tutti dicono di apprezzare per il loro lavoro e la loro dedizione.
Evidentemente, le garanzie sul fatto che la situazione fosse sotto controllo che ci erano state date da più parti, oggi si infrangono contro un foglio di carta che il dirigente del Ministero non intende firmare.
A questo punto, se la burocrazia non addiviene a risultati in brevissimo tempo, è evidente una soluzione dovrà essere trovata dai diversi livelli politici, da quelli regionali a quelli nazionali, nel rispetto delle giuste e legittime aspettative dei lavoratori oggi sconcertati davanti allo sfumare improvviso delle prospettive di completare i due anni previsti dal bando.
Il presidente Oliverio dovrà impegnarsi perché sia convocato un tavolo urgente presso il Ministero con le organizzazioni sindacali ed i parlamentari calabresi (in particolar della maggioranza) dai quali ci aspettiamo fatti concrete e non parole, affinché questa problematica trovi la giusta rappresentazione sui tavoli romani e non rimangano lettera morta le recentissime dichiarazioni del Ministro Bonafede sulla sua volontà di affrontare in maniera definitiva il nodo del precariato.
Come ULTEMP Calabria, siamo pronti a contribuire con idee, proposte concrete ed anche con la lotta ad una risoluzione veloce, giusta e legittima, che non mortifichi ulteriormente questi disoccupati e trovino finalmente la giusta collocazione la loro esperienza e competenza accumulati in tutti questi anni.





