In Calabria molto spesso ci si sforza di capire come si è (e neanche troppo), senza mai pensare a come si appare. E’ il retaggio da pagare di una terra che, nonostante innegabili bellezze, continua a faticare a raggiungere il livello dei flussi turistici che sarebbe in grado di captare se le cose andassero a regime.
Volge al termine un’estate in cui non sono mancati gli aspetti positivi e qualche progresso, ma può anche essere il momento di interrogarsi su come si approcciano gli stranieri alla possibilità di visitare la Calabria.
Il sito roadsandkingdoms.com elenca 22 cose che chiunque pensi di visitare la regione dovrebbe sapere. In inglese si legge di quanto tre massicci montuosi e 500 miglia di coste rendano il territorio speciale, così come le influenze storiche magno-greche, arabe e normanne.
Al consiglio numero 4 spicca quello di abbandonare l’idea di raggiungere la Calabria in agosto. Aprile, Maggio, Giugno, così settembre, ottobre e novembre sono i mesi più giusti per evitare di stare “gomito a gomito” in spiagge e luoghi d’interesse affollatissimi.
Al numero 7, invece, si pone l’accento su una nota dolente. “Imparate l’italiano” perché, a quanto pare, l’inglese non è affatto diffuso tra la popolazione oppure è consigiliabile tenere a portata di mano uno smartphone e un’app per le traduzioni.
Tra i “difetti” si segnala il fatto che la maggior parte delle pizzerie e delle rosticcerie, soprattutto nelle aree non turistiche, siano aperte solo a cena. All’indicazione numero nove c’è quello di affittare una macchina perché, in soldoni, il trasporto pubblico è quello che è.
L’invito è quello di andare in Calabria per le spiagge, ma non solo data la vastità di bellezze storiche e paesaggistiche, senza tralasciare gli aspetti culinarie e le proverbiali salsicce. Termine attraverso il quale vengono indicate nduja, salami ed affini. Il pesce spada dell’area di Reggio Calabria e il “digestivo” Amaro del Capo, così come la cipolla di Tropea meritano una menzione speciale da parte del sito.
Non mancano, però, le puntualizzazioni sulla ristorazione. “Don’t expect fancy” è il monito per chi sceglie una trattoria o un ristorante che, spesso, non hanno neanche un menu. Ai locali viene, inoltre, contestato il fatto che molti non hanno il Wifi e non esiste quello pubblico. Alle infrasttrutture, invece, viene sollevata la critica che 3G e 4G non hanno una copertura ottimale in ogni zona.
Si scade, invece, nel pregiudizio (fino a un certo punto) quando si invitano i turisti americani a “rallentare”, poiché tutto quello che si fa da queste parti viene fatto a ritmo lento così come nel resto del Sud Italia. Viene tirato fuori il caso in cui l’autista di un bus ferma il pullman in strada e sceglie di godersi lo spettacolo dei delfini in acqua.
Poi si passa alla necessità di doversi portare sempre dietro dei contanti, poiché molti esercizi commerciali (Soprattutto i bar) preferiscono i pagamenti col denaro fisico.
Al consiglio numero 21, invece, immancabile arriva una menzione alla crimintalità organizzata “Non scherzate con la ‘ndrangheta”, più o meno, il succo del discorso. Si sottolinea come non sia un motivo per non visitare la Calabria, ma occorre evitare qualsiasi tipo di scherzo in merito.
Non scherzano, invece, secondo gli americani i calabresi che dalle 12 alle 5 pretendono di consumare il riposo. In quella fascia oraria non si può fare nulla.





