La Calabria, a volte, può essere raccontata sotto una luce diversa. Quella inaspettata della positività. Si, perché il 2017 è stato l’anno che ha fatto segnare il record di turisti negli ultimi dieci anni. Sono stati nove milioni.
Esistono già rivelazioni che potrebbero addirittura attestare un incremento del 25% per il 2018. L’unica vera grande risorsa economica di una delle regione più depresse d’Europa a livello economico sembra aver intrapreso la strada giusta. Il condizionale è d’obbligo, ma continuano ad arrivare segnali positivi.
Un esempio? Il Sole 24 ore racconta che il tour operator polacco, per quest’anno, ha prenotato 150 posti in più sui voli che arrivano a Lamezia. Il tutto si tradurrà in quasi 2800 presenze in più.
British Aways, invece, ha partecipato alla ristrutturazione di una struttura a Corigliano Calabro. Da maggio ha iniziato a portare britannici in aereo e poi a farli alloggiare lì .
E non è finita, perché, a quanto pare è destinato ad incrementare anche il flusso di cinesi e tedeschi.
La Calabria ha prezzi sensibilmente inferiori a quelli di Sardegna e Salento. Ha la montagna vicina, tant’è che quest’aspetto geografico incide per il 15% nella scelta.
Arrivano i canadesi che mano fare kitesurf ed è raro trovare un luogo più idoneo di alcune spiagge calabresi. I numeri sembrano essere in costante crescita, ma per il momento ci si confronta con visitatori che perdonano carenza di strutture, a volte luoghi poco preparati ad accogliere stranieri e collegamenti non eccezionali tra le varie zone.
Più il turismo crescerà, più diventerà di fondamentale importanza far registrare una crescita proporzionale della qualità dei servizi offerti. Il dato di fatto è che, però, c’è davvero un po’ di luce in fondo al Tunnel.






