di Grazia Candido (foto Antonello Diano) – Un lungo abbraccio musicale di circa 30 anni. Questo hanno regalato ieri sera, il trio Max Pezzali, Nek e Francesco Renga al Palacalafiore di Reggio Calabria con il loro live “Duri da battere” evento organizzato dalla Esse Emme Musica di Maurizio Senese. Uno show di oltre due ore con 37 brani in scaletta, scambi di battute tra amici e giochi di luci che impreziosiscono il palazzetto. Una vera festa che ripercorre vecchi e nuovi successi delle carriere dei tre big sul palco da subito affiatati e ben coordinati. Lo spettacolo tra le immagini più disparate del video “Duri da battere” che mette insieme personaggi come Obama, sportivi, astronauti, il pezzo da cui è nato il progetto che diventerà un disco dal vivo e un programma tv, inizia con l’entrata a sorpresa dei tre cantanti “progettisti” di un incantevole viaggio negli anni ’90. La mente corre spesso a quella decade quando, nel corso del live, partono le note di “Laura non c’è” (1997), “Sei un mito” (1993) o “Raccontami”, uscita in realtà nel 2001 e che segna il debutto da solista di Francesco. Sul palco, gli interpreti si alternano cantando talvolta insieme, talvolta in duetto e per i pezzi più iconici si concedono il lusso di cantare da soli.
“Vi ricordate gli anni ’90? Gli anni delle cabine telefoniche, dei tamagotchi, i nostri inizi” – domanda Nek al suo pubblico – “Quando abbiamo iniziato noi – lo interrompe Renga – avevamo un unico e grande social, la musica e, stasera, insieme a voi vivremo gli indimenticabili anni ’90”.
Quello che spicca subito, già dai primi brani in scaletta, è il cameratismo e la solidarietà tra i tre cantanti, un legame davvero forte che si consolida tappa dopo tappa del tour. Il pubblico partecipa a quel karaoke caratterizzato dai repertori dei solisti che si mescolano: ci sono tutte le hit che hanno segnato le loro carriere, da “Hanno ucciso l’uomo ragno” dove Renga entra con addosso la maschera di Spider Man, a “Vivendo adesso”, da “Almeno stavolta” a “Angelo”, passando per “Sei solo tu”, “Sei grande”, “Lascia che io sia”, “L’universo tranne noi” e “Ci sarai”.
“Hanno provato a definirci in tutti i modi ma la vera definizione ve la do io: siamo la prima boy band per adulti” – ci scherza su Nek che prende in giro in un simpatico siparietto gli amici “incapaci” a strimpellare la chitarra.
Semplicemente di forte impatto sono gli arrangiamenti della super band di nove elementi (Fulvio Arnoldi, Stefano Brandoni, Davide Ferrario, Luciano Galloni, Ernesto Grezzi, Chicco Gussoni, Enzo Messina, Lorenzo Poli e Dj Zak), che nel corso del live si è spesa veramente tantissimo, con una breve pausa durante il medley acustico, in cui per un po’ ad abbracciare la chitarra è stato solo Nek. Ma quello che spicca maggiormente è l’umiltà dei tre artisti sin da subito stretti al pubblico: Renga scende dal palco per abbracciare senza alcuna paura i suoi fan mentre Nek e Pezzali si avvicinano ai bordi stringendo le mani. Non c’è un attimo per distrarsi, il palazzetto è carico d’amore e avvolto da quella musica che ha cullato tante generazioni. E il merito è anche di questi artisti che, nel loro percorso, hanno sognato, hanno creduto indipendentemente dal fatto che poi il sogno si sia realizzato o no.
“Se non lotti per qualcosa, non vai da nessuna parte” – puntualizza Nek come se volesse spronare chi invece vuole mollare, chi pensa che sia tutto facile in questa vita. Ed è proprio quando la vita ti mette alla prova che esce fuori la vera forza di ognuno noi. La stessa mostrata per oltre due ore dai tre big che, inscenando una fuga dal palco con annesso video di uscita dal palazzetto, rientrano per il gran finale mandando in delirio il palasport bravissimo però a “tenere il tempo”.






