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Reggio Calabria – A San Valentino l’atteso live di Caparezza al PalaCalafiore

29 Gennaio 2018
in In evidenza, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Caparezza tour

di Grazia Candido – E’ pronto a festeggiare San Valentino al PalaCalafiore di Pentimele con il suo tour “Prisoner 709”, il rapper di Molfetta Michele Salvemini (in arte Caparezza) che, dopo il successo dei precedenti concerti tutti sold-out, torna nei palazzetti da Febbraio con altre 10 tappe. A mettere in casa il colpaccio, ci pensa anche questa volta, la Esse Concerti Srl incastrando l’unica tappa calabrese dell’atteso live proprio il 14 Febbraio.
In esclusiva per Strill.it, il noto rapper racconta la liberazione dalla sua “prigione emotiva” rimarcando il rapporto di amore e odio che prova per la musica.
E’ consapevole che farà un grande regalo agli innamorati portando “Prisoner 709”. Parliamo un po’ del tour e, quindi, del suo nuovo lavoro discografico.
“Rispetto agli altri, questo disco è diverso perché si occupa di me e non delle cose che mi circondano. In realtà, non è altro che l’inizio di un nuovo modo di concepire la scrittura e le mie composizioni. Parte da un disagio perché ad un certo punto della mia vita, mi sono sentito imprigionato da mille dubbi che fanno parte della mia crescita. Le perplessità si sono dipanate nelle tracce del disco e ognuna rappresenta un capitolo importante della mia vita in questo carcere emotivo. Ho raccontato attraverso i brani quello che sono, quello che vivo in questo momento. Dal vivo poi, lo spettacolo è in assoluto il più energico di quelli fatti sino ad oggi e molti colleghi che lo hanno visto, sono rimasti sorpresi. Ci sono imponenti scenografie, giochi di luce, costumi e la prima parte sembra quasi un musical. E’ uno degli spettacoli più belli che abbia fatto ecco perché ho voluto altre 10 date per poter permettere a chi non lo ha ancora visto, di viverlo”.
E’ stato intrappolato in una prigione chiamata acufene e, nonostante le enormi difficoltà di questo disturbo, si è rialzato continuando a fare ciò che ama. Che rapporto ha con la musica?
“Ho un rapporto di amore e odio perché ho consacrato tutta la mia vita a questa attitudine. E’ stata totalizzante per me. Scrivo canzoni quando voglio dire qualcosa e, molto spesso, vivo la frustrazione quando non riesco a dire quello che ho in testa. La musica può dare tanto ma anche togliere i rapporti personali, l’udito come nel mio caso. Tutto sommato, non mi poteva capitare di meglio, faccio quello che mi piace e visto che arriverò a Reggio Calabria il giorno di San Valentino, volevo fortemente questa tappa, proporrò il mio rapporto d’amore con la musica”.
Nel disco “Prisoner 709” si rincorrono i numeri 7 e 9. Che valore hanno questi numeri?
“Il 7 rappresenta le lettere di Michele mentre il 9 di Caparezza, due figure in conflitto. Caparezza è energico, determinato; Michele invece, sceso dal palco è assalito dai dubbi, dai pensieri. Sono due entità che si sfidano continuamente, sono due poli opposti. Il 7 e il 9 sono anche altri poli del disco tipo prigionia e libertà, compact o streaming, ragione o religione: tutto l’album si dipana in questo seven-nine”.
In un certo senso, elabora un lavoro di autoanalisi prendendo coscienza di ciò che le è successo ma ovviamente, quello che fa non ha nulla a che vedere con la psicoanalisi.
“Ovviamente no. Non abbiamo gli strumenti per analizzarci a fondo e il mio non è un lavoro di psicologia. Ho voluto concentrarmi su di me con quel minimo di autoanalisi che ognuno di noi può fare”.
Se potesse tornare indietro, cosa non rifarebbe del suo percorso artistico?
“Per rispondere a questa domanda bisogna avere dei gran rimpianti. Io ne ho ma senza questi non sarei quello che sono oggi. Quindi, ho fatto molti passi falsi ma sono stati importanti perché mi hanno permesso di portare avanti le mie idee”.
In radio sta girando il suo singolo “Una chiave” già certificato disco di platino. Mi dice quale è la sua chiave di lettura di questo mondo?
“Io non ho la chiave infatti in questa canzone parlo con un bambino che poi sono io, per cercare di capire. Nel finale, il piccolo mi dà un suggerimento che potrebbe essere la chiave: lasciami nel passato, non preoccuparti e buttati nel mondo, nel futuro. Non avere sempre il timore nel fare delle scelte, non essere insicuro, vai. Io non so se seguirò il consiglio del bambino, di sicuro ci sto provando”.

Tags: CaparezzaEsse Concerti SrlPalacalafiore 14 febbraiotour Prisoner 709
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