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Uccide padre a fucilate al culmine lite e si costituisce a Carabinieri

17 Novembre 2017
in Cosenza, Primo piano
Tempo di lettura: 2 minuti
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Omicidio Procopio – I carabinieri escludono la ‘ndrangheta. Colpito al collo e al petto

Uccide padre a fucilate e i carabinieri di Rossano centro ionico cosentino lo arrestano. Il 26enne Alessandro Manzi si è consegnato ai Carabinieri

Ucciso dal figlio al culmine di una lite scatenata, a quanto sembra, da futili motivi. E’ morto cosi’ a Rossano, centro dello Jonio cosentino, Mario Manzi, di 50 anni, vecchia conoscenza di carabinieri e polizia per i suoi precedenti per spaccio di droga ed estorsione. L’omicida, che si e’ costituito subito ai carabinieri, si chiama Alessandro, ha 26 anni ed era anche lui noto agli investigatori per spaccio di droga. L’omicidio e’ avvenuto nel cortile antistante la casa popolare in cui Mario Manzi, separato da alcuni anni dalla moglie, ed il figlio coabitavano, con qualche difficolta’, a quanto pare, nei rapporti familiari. La lite tra Mario Manzi ed il figlio era cominciata in casa ed e’ poi proseguita nel cortile, dove il pregiudicato e’ stato raggiunto dai colpi di fucile e si e’ accasciato. In casa, nel momento in cui e’ scoppiata la lite, c’erano anche l’altra figlia di Manzi, di qualche anno piu’ giovane rispetto al fratello, e la convivente della vittima, un’italiana di poco piu’ di 40 anni. Le liti tra Manzi ed il figlio, a quanto pare, erano frequenti, provocate dai motivi piu’ svariati. Mario Manzi era conosciuto come una “testa calda”, noto a carabinieri e polizia per le sue attivita’ criminali, per le quali era stato anche in carcere. Anche il figlio Alessandro frequentava gli ambienti degli spacciatori di droga e per questo pure lui aveva scontato alcuni periodi di detenzione. Non si sa, al momento, se la causa scatenante della lite tra padre e figlio che ha fatto da preludio all’omicidio siano stati contrasti in relazione alle comuni attivita’ criminali dei due o altri motivi. Gli investigatori, per il momento, si mantengono cauti e parlano di “futili motivi” senza specificare cosa abbia provocato una violenza tale da culminare in un omicidio. In questo senso saranno determinanti le dichiarazioni rese dall’omicida dopo che si e’ costituito ai carabinieri. Cosi’ come potranno servire a chiarire quanto e’ accaduto le testimonianze della convivente e dell’altra figlia della vittima, presenti nel momento in cui e’ scoppiata la lite che ha preceduto l’omicidio. Le indagini sono coordinate dal pm di turno della Procura della Repubblica di Castrovillari.

Tags: CarabiniericostituisceliteUccide padre a fucilate
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