Dopo una serie discussioni interne tra l’altro per i carichi di lavoro il Coisp rompe i rapporti con il Questore di Catanzaro
“Con la presente nota si comunica che questa Segreteria Provinciale a far data da oggi 14 novembre 2017 interrompe unilateralmente ogni rapporto di confronto con i vertici della Questura di Catanzaro. Tale risoluzione scaturisce dalle decisioni assunte negli ultimi mesi dalla S.V., che di fatto vanno ad incidere su quelle che sono le funzionalità del Sindacato, in ogni sua fattispecie, in questa provincia”. Lo scrive in una nota indirizzata direttamente al Questore Amalia Di Ruocco il segretario generale provinciale del sindacato di Polizia, Massimo Arcuri che spiega i motivi dell’attrito.
“Nei ripetuti incontri – è scritto nella nota – con i vertici della Questura, in particolare con Lei e con il Suo Vicario, la Segreteria Provinciale del COISP di Catanzaro (supportata finanche da espressioni sindacali sia regionali che nazionali) ha cercato di assumere un comportamento responsabile anche di fronte problematiche complesse, con scelte non condivise, ma che sono state “digerite” in un ampio quadro di collaborazione improntato su onestà, sincerità e lealtà: Parliamo nello specifico di tematiche quali: Carichi di lavoro degli Uffici per un’equa redistribuzione delle ore di straordinario. Ad oggi, si è tenuta una sola riunione con il Funzionario addetto a trattare la materia senza alcun esito. All’uopo ci riserviamo di intraprendere pubblicamente e tramite gli Uffici ministeriali competenti, azioni finalizzate alla tutela dei colleghi impegnati oltre il previsto orario di servizio al solo scopo di dare risposte sul territorio ai cittadini e lustro all’Amministrazione. Il Commissariato di Lamezia Terme, quarta città della Calabria, privo di un adeguato numero di personale, viene continuamente impegnato in una sorta di full immersion, specie nelle attività di Polizia Giudiziaria. Tutti gli Operatori di tale Commissariato sono, tra l’altro, obbligati a lavorare quasi “gratis” in quanto le ore di straordinario (come più volte segnalato!) sono decisamente insufficienti per garantire la normale funzionalità di quel Ufficio. Più volte questa Segreteria Provinciale ha rappresentato le problematiche personali e familiari di alcuni colleghi, impossibilitati a garantire la turnazione in quinta, premure che ad oggi non hanno trovato alcun riscontro. Anzi assistiamo sull’argomento ad una continua, costante presa in giro non più tollerabile. Il personale viene continuamente vessato e maltrattato verbalmente, senza distinzione di ruolo e grado, dai colleghi Funzionari al collega Agente più giovane, sin dalle prime ore di ogni mattina, soprattutto per chiunque si trovi in servizio nelle adiacenze della porta del Questore ovvero se ne incontri, per sfortuna, il semplice sguardo. Atteggiamento nefasto per la serenità di chi opera e assolutamente in contraddizione con i principi di “familiarità” più volte espressi e sbandierati e che stanno solo nelle favole o nelle telenovele (come abbiamo già detto). Creazione di fatto di un clima di “caccia alle streghe” nei vari Uffici, volto a stressare e incalzare i Dirigenti ad un controllo sugli Operatori della Polizia di Stato, come se si dovessero adottare misure di prevenzione per “sorvegliati speciali”, tipo pregiudicati. Un continuo perdere tempo su esasperate richieste fatte dal personale per non essere “fossilizzato” in servizi poco graditi che non offrono risvolti professionali. Il perdurare di un atteggiamento irresponsabile che non tiene in doverosa considerazione Uffici che giornalmente non riescono a garantire la loro attività ordinaria, dovuta ad una pessima distribuzione del personale e ad una maggiorazione quasi sadica di lavoro e attribuzioni. Lavoro che spesso appare più improntato allo svolgimento di compiti stile “liceo” (che qualcuno si porta a casa) e che è indirizzato più a scorgere lacune e impreparazioni che a determinare crescita e consapevolezza. Insomma si vive in una sorta di collegio dove i colleghi vengono “soffocati” da carichi di lavoro estremamente burocratici che immobilizzano tutte articolazioni della Questura in quasi ogni loro espressione, a discapito delle finalità di ciascuna articolazione. Si assiste ad una escalation di decisioni questorili, assunte senza una reale strategia organizzativa della Questura di Catanzaro, che dovrebbero tenere in debita considerazione i carichi di lavoro degli Uffici, le singole professionalità acquisiti, i disagi di chi affronta nuovi servizi. L’assoluta mancanza di rispetto di ruoli, qualifiche, anzianità regna sovrana nella dislocazione di uomini e risorse nei continui servizi di Ordine Pubblico senza che si scorga una strategia di difesa in relazione ai numerosi pensionamenti. Il tutto in totale violazione della circolare sulla movimentazione del personale del suo predecessore Questore Roca, principi concordati e condivisi con tutte le OO.SS. provinciali. Di fronte a tutto ciò, riteniamo del tutto assurdo continuare a cercare di discutere con un’Amministrazione sul territorio del tutto “sorda”, “muta”, “cieca” ed incapace a garantire il buon funzionamento dell’apparato sicurezza nella provincia di Catanzaro. A tal proposito, si invita la Segreteria Nazionale, che legge per conoscenza, di notiziare il Dipartimento della Pubblica Sicurezza Ufficio per le Relazioni Sindacali, nonché il Signor Capo della Polizia, dell’interruzione dei rapporti tra il Sindacato e l’Amministrazione. E’ fisiologico che tale “interruzione dei rapporti tra il COISP e l’Amministrazione” assumerà l’apertura di uno stato di agitazione degli Operatori e del Sindacato che verrà esternato, sin da subito, anche attraverso tutti i canali di comunicazione attuali. Cordialmente. “






