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Quel ‘Granillo’ è una vergogna. Praticò urli ora…

8 Settembre 2017
in Sport
Tempo di lettura: 2 minuti
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di Giusva Branca – Alla lunga, oltrepassato, calpestato il limite ci si abitua a tutto ed anche il senso della vergogna viene travolto, annientato lasciando il passo ad una supina accettazione di ogni cosa.

Ma – esattamente come per la verità che non ha bisogno di essere conosciuta per essere vera – anche la vergogna non ha necessariamente bisogno di essere scandalosamente percepita per essere vergogna.

E però mentre la verità resta là, la vergogna si abbatte su chi la ha generata.

Per chiudere una metafora che si è prolungata anche troppo, oggetto del ragionamento sono le condizioni pietose del “Granillo”.

Uno stadio cadente, lurido, senza i parametri minimi della decenza, con i sediolini incrostati di sporcizia atavica, con i bagni che una latrina della grande guerra sarebbe più consigliabile da frequentare, le poltrone della tribuna vip aggredite da un branco di leoni e poi sporcizia ovunque, porte che non chiudono, vetrate forse mai pulite da quando lo stadio è nato, e via così.

Sia ben chiaro che in tutto ciò la Reggina 1914 non ha colpe (però una pulita ai sediolini, per rispetto a chi paga il biglietto poteva farla dare…), ma ha un dovere: quello di pretendere dall’Amministrazione comunale che almeno i parametri della decenza siano rispettati.

E la Reggina 1914 non ha colpe, ma continuare ad accettare supinamente questo stato di cose schiuderebbe velocemente le porte per passare dall’altra parte, quella del torto.

Il Presidente Praticò ha dimostrato più e più volte di saper usare toni fortissimi contro chiunque in conferenza stampa, ora deve dimostrare di non essere duro con i Signori e morbido con i signori…e lo deve fare per rivendicare un suo sacrosanto diritto.

Non è onesto, dignitoso, decente che quello stadio possa ospitare partite e spettatori. Non lo è per chi paga il biglietto, non lo è per la società e i sacrifici che fa, non lo è per la storia della Reggina.

E se si continua a perseverare, allora vuol dire che è esattamente questa l’immagine di Reggio che si vuole offrire ed anche esattamente questo ciò che si meritano gli appassionati sportivi reggini.

Non differente da quello che in altri campi più seri si meritano tutti i reggini.

Ma questa è un’altra storia.

Col medesimo finale, ahinoi…

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