Di seguito la nota diffusa da Associazione “Cantiere sociale” Messina: Non è possibile vivere sempre col patema d’anima: dopo il rogo della pizzeria di Giovanni Impastato, avvenuto la
scorsa notte a Cinisi, l’associazione culturale “Cantiere sociale” di Messina e la redazione del quotidiano online “Nuovosoldo” condividono la preoccupazione di tutta la famiglia di Giovanni, a cui si sentono e sono vicini. Saranno fatte indagini sull’origine dell’incendio, si accerteranno le cause dopo i sopralluoghi dei vigili del fuoco; le forze dell’ordine dovranno far luce sull’inquietante episodio. Ma l’ansia che ci pervade è grandissima e allo stesso tempo la preoccupazione e l’allarme.
Nutrire dubbi sulla causa accidentale del rogo è legittimo: nessuno può scordare come cominciarono le indagini sull’assassinio di Peppino Impastato. E alcuni episodi avvenuti di recente tutt’intorno al locale del fratello Giovanni rendono l’atmosfera tesa e inducono alla massima vigilanza. A Cinisi, come a Messina e come in tutta la Sicilia, non si può arretrare d’un passo di fronte all’allarme costante che la presenza mafiosa e criminale induce nei sinceri democratici, nei siciliani che hanno fatto dell’antimafia una forma di vita, una ragione di speranza, un principio personale e collettivo.
Ci terremo in contatto con Giovanni Impastato per seguire insieme a lui il proseguimento delle indagini, rafforzando il legame dei comuni intenti e delle comuni iniziative. Proprio qualche giorno fa proprio con lui si era discusso di una significativa iniziativa che associazione e giornale vogliono portare avanti a Messina: la collocazione di due formelle con il volto di Peppino Impastato, create da Tanino Mammano, nelle targhe che indicano la via intitolata a lui nel quartiere ex Case gialle, ora S. Annibale, di Bordonaro nella zona sud della città.
Non ci fermeremo, non ci fermeranno.
Nutrire dubbi sulla causa accidentale del rogo è legittimo: nessuno può scordare come cominciarono le indagini sull’assassinio di Peppino Impastato. E alcuni episodi avvenuti di recente tutt’intorno al locale del fratello Giovanni rendono l’atmosfera tesa e inducono alla massima vigilanza. A Cinisi, come a Messina e come in tutta la Sicilia, non si può arretrare d’un passo di fronte all’allarme costante che la presenza mafiosa e criminale induce nei sinceri democratici, nei siciliani che hanno fatto dell’antimafia una forma di vita, una ragione di speranza, un principio personale e collettivo.
Ci terremo in contatto con Giovanni Impastato per seguire insieme a lui il proseguimento delle indagini, rafforzando il legame dei comuni intenti e delle comuni iniziative. Proprio qualche giorno fa proprio con lui si era discusso di una significativa iniziativa che associazione e giornale vogliono portare avanti a Messina: la collocazione di due formelle con il volto di Peppino Impastato, create da Tanino Mammano, nelle targhe che indicano la via intitolata a lui nel quartiere ex Case gialle, ora S. Annibale, di Bordonaro nella zona sud della città.
Non ci fermeremo, non ci fermeranno.
Giacomo Gugliandolo, presidente dell’associazione “Cantiere sociale”
Giuseppe Restifo, direttore responsabile del quotidiano online “Nuovosoldo” (cell. 338.4261636)




