Sarà effettuata nelle prossime ore l’autopsia di Giovanni Aiello, l’ex agente della Squadra mobile di Palermo con un passato nei servizi, morto stamani sulla spiaggia di Montauro nel catanzarese. A disporlo è stato il sostituto procuratore di turno della Procura della Repubblica di Catanzaro, Vito Valerio. Da pochi minuti è terminato l’esame esterno sul corpo di Aiello effettuato dal medico legale Isabella Aquila, dell’Università Magna Grecia di Catanzaro. Successivamente la salma è stata trasferita in obitorio. Aiello viveva in un’abitazione a pochi metri di distanza dalla spiaggia insieme alla moglie. Dalla Sicilia, dopo avere appreso la notizia del decesso, è giunta la sorella.
La notizia della morte, intanto, giunta a Palermo, non convince chi dai fatti per i quali “faccia da mostro” viene chiamato in causa è rimasto duramente colpito come Vincenzo Agostino, padre di Nino Agostino agente di Polizia alla questura di Palermo, che nel 1989 a Villagrazia di Carini fu ucciso con la moglie Ida Castelluccio, sposata appena un mese prima ed incinta di due mesi, da un gruppo di sicari in motocicletta. “La notizia della morte di Giovanni Aiello – dice Agostino – mi dà cattivi pensieri: le prove a suo carico erano sempre più rilevanti. E’ necessario disporre l’autopsia (già disposta, ndr) per verificare se la sua sia stata una morte accidentale o una uccisione di Stato per togliere di mezzo un soggetto divenuto fastidioso per tanti apparati”. In un confronto all’americana nell’aula bunker dell’Ucciardone che si è svolto il 26 febbraio 2016, Vincenzo Agostino riconobbe in Aiello l’uomo che era andato a trovare il figlio pochi giorni prima dell’agguato. “Quando lo vidi, lo scorso anno, non mi sembrò un uomo di 70 anni ma un atleta – dice oggi Agostino all’ANSA – non capisco perché avrebbe avuto un infarto. Che qualcuno lo abbia tolto di mezzo? Mi sembra doveroso che venga disposta un’autopsia vera e il sequestro degli immobili per evitare che possibili reperti utili vengano eliminati”. Vincenzo Agostino è convinto che Aiello sia stato “il basista dell’uccisione di mio figlio e mia nuora”. “La mia famiglia è abbattuta come se quel duplice omicidio fosse avvenuto oggi, era agosto anche allora. Speravamo che in breve tempo si potesse sapere qualcosa e avere finalmente giustizia. Siamo scombussolati, distrutti”. Vincenzo Agostino, da 27 anni non si taglia la barba: ha giurato di non farlo fino a quando non saranno in cella gli assassini del figlio e della nuora.
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