
di Cristina Marra – È uno degli ospiti più attesi al Cormayeur Noir Festival, Matti Rönkä, giornalista e scrittore finlandese presenterà domani il suo romanzo d’esordio “L’uomo con la
faccia d’assassino” (Iperborea, pag.192, euro 15,50) insieme a Luca Crovi. Giunta in Finlandia al sesto romanzo, la serie è dedicata al detective privato Viktor Kärppä, immigrato dell’ex Unione Sovietica. Viktor, nativo della Carelia vive a Helsinki è bilingue e svolge la doppia attività di investigatore privato e trafficante di merci al limite della legalità. Spesso si presta a fare da talpa alla polizia, è violento solo quando serve, “non uccido anche se ho la faccia da assassino”. Viktor lavora per l’affarista Ryskov e si ritrova ad indagare sulla scomparsa di Sirja, la giovane moglie estone di Larsson e sorella del criminale Jaak Lillepuu. Ambientato tra Helsinki, Tallin e la Russia, il giallo di Rönkä si tinge di rosa e si occupa anche dei rapporti che collegano la Russia alle regioni del Baltico. Ben presto il passato sovietico ritorna con prepotenza e Viktor deve fare i conti col KGB. Il plot narrativo, tra omicidi, scambi di persona e traffici di droga, diventa denuncia sociale espressa da Rönkä con stile giornalistico e fluido e dotando il suo detective di quella ironia e umanità che lo distaccano dai colleghi protagonisti dei gialli e thriller di stampo nordico. “L’uomo con la faccia da assassino si è aggiudicato il secondo posto in Germania come miglior romanzo giallo del 2008 e Matti Rönkä è stato il primo finlandese a ricevere il prestigioso premio scandinavo Nordic Glass Key già vinto da Henning Mankell e Stieg Larsson.
Matti, la tua professione di giornalista e presentatore ha influito sulla tua scrittura?
Non lo so…ho sempre fatto il giornalista! Forse mi aiuta a pensare al testo che ho davanti come a un materiale grezzo che si può rielaborare e stravolgere…Non penso che sia sacro, ecco.
Viktor si può considerare un “personaggio doppio”?
Io descrivo Viktor come un personaggio dotato di una solida moralità, derivatagli dalla madre. Viktor prova a condurre una vita normale, cerca un modo per farlo, ma c’è sempre qualcosa del suo passato che riemerge!
Sei nato in una ragione di confine tra Finlandia e Russia, quanto c’è di Matti in Viktor?
Sicuramente scrivo cose che sento anche io, che ho provato anche io. Ma questo non significa scrivere di me, della mia vita. Alcune persone sono ispirate a ciò che ho letto o visto o a chi ho incontrato, ad esempio il rapporto tra Viktor e sua madre è simile al mio con mia madre. Ma non c’è altro tra noi.
Qual è il rapporto di Viktor con Ryskov?
Viktor è leale, ma Ryshkov sembra essere molto peggio di quanto Viktor sospetti. Così, Viktor si ricorda ancora di Ryshkov, ma la sua storia è terminata nel primo libro. Più avanti, qualcuno tenterà di mettere le mani sulle proprietà di Ryshkov… ma anche questa è un’altra storia.
Nel romanzo denunci la realtà delle regioni di confine dopo il collasso dell’Unione Sovietica…
Le attività criminali sono ovviamente legate al confine. Si tratta di contrabbando di merci illegali, di utilizzo di documenti falsi anche quando si commercia in beni legali (per ottenere tasse inferiori e così via…), significa prostituzione, ragazze che vengono mandate in Finlandia, significa merci contraffatte.
In Finlandia è in uscita il sesto romanzo della serie a quando il prossimo in Italia?
Sì, sono già al sesto volume della serie, in questi giorni lo pubblicherò in Finlandia. E Iperborea pubblicherà l’estate prossima il seguito.




