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Vibo Valentia – Nursing Up denuncia la gestione disastrosa della sanità vibonese

7 Luglio 2017
in CITTA, Vibo Valentia
Tempo di lettura: 4 minuti
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L’assemblea delle professioni sanitarie che il Nursing Up ha organizzato giorno 3 luglio presso la biblioteca comunale ha sostanzialmente bocciato l’operato dell’attuale management che è alla guida dell’azienda sanitaria vibonese, concludendo che la gestione Caligiuri è assolutamente inadeguata a risolvere i tanti problemi di cui soffre il sistema sanitario vibonese.
“I numerosi infermieri presenti all’incontro, che ha visto partecipe anche il responsabile regionale del sindacato Stefano Sisinni – è scritto in una nota – hanno espresso in modo unanime la loro sfiducia nei confronti di questo direttore generale e hanno deciso di appellarsi al governatore della Calabria Mario Oliverio chiedendo le dimissioni della manager.
La nostra azienda sanitaria è allo sbaraglio affermano gli infermieri e lo dimostrano i tanti problemi irrisolti, a partire dalla grave carenza di personale.
A questo proposito il direttivo provinciale del sindacato di categoria, guidato da Giuseppe Gliozzi, ha annunciato di voler procedere con la denuncia all’autorità giudiziaria per il demansionamento a cui quotidianamente è costretto il personale infermieristico, a causa delle note carenze di operatori socio sanitari (personale di supporto all’assistenza infermieristica).
Gli infermieri devono essere risarciti del danno che stanno subendo da anni, tuona il dirigente sindacale Polistina Gregorio nel suo accorato intervento durante l’assemblea, e per questo, dopo numerosi appelli rimasti inascoltati abbiamo deciso di portare, ancora una volta, l’azienda in tribunale.
Purtroppo la Caligiuri, prosegue Polistina, non ha inteso intraprendere un dialogo con il nostro sindacato che ha una forte rappresentanza potendo contare 200 infermieri associati, circa la metà degli infermieri dell’Azienda Sanitaria.
Il management ha deciso di sbattere la porta in faccia al sindacato degli Infermieri mettendo in atto un vero comportamento arrogante e antisindacale, precludendo ogni forma di dialogo. Le relazioni sindacali sono state fino ad oggi pressoché inesistenti.
Questo management sembra interessato solo al concorso dei primari ed alla nomina dei vari capi, mentre l’ospedale Jazzolino è a pezzi, agonizzante a causa degli innumerevoli problemi irrisolti, con i reparti di ORL e Oculistica ridotti ad ambulatori e l’Ortopedia che sta facendo la stessa fine con soli 8 posti letto.
Gli ospedali di Tropea e Serra sono sostanzialmente chiusi, i servizi territoriali sono inesistenti con la logica conseguenza dell’intasamento dei pronti soccorso.
Ai cittadini vibonesi non viene garantito il diritto alla tutela della salute, costretti ad affrontare i viaggi della speranza perché non trovano adeguate risposte sanitarie nel proprio territorio.
L’ospedale nuovo che è ormai rimasto tema da campagna elettorale, mobilità passiva in continuo aumento, carenze di posti letto e ricoveri illegali in barelle di fortuna, liste d’attesa infinite, carenze strutturali e tecnologiche, carenze di personale che fanno si che molti reparti siano al di sotto degli standards minimi di accreditamento previsti dai regolamenti regionali.
Un esempio su tutti è il Pronto Soccorso dello Jazzolino che dovrebbe avere almeno quattro infermieri per ogni turno di servizio, di cui uno dedicato per l’OBI (osservazione breve intensiva) coadiuvato da un operatore socio sanitario, e uno per il triage, e invece è ben al di sotto degli standards minimi previsti dalla normativa vigente.
Persino il Servizio delle Professioni Sanitarie è stato smantellato e ciò sta causando notevoli problemi al personale e seri disservizi di carattere organizzativo.
Ai sanitari di questa sfortunata ASP andrebbe conferita la medaglia al valore perché sono costretti a lavorare in condizioni di estremo disagio e rischio, e invece l’azienda cosa fa?
Contesta a medici e infermieri un debito orario inesistente nei fatti, frutto di un software gestionale che è fuori controllo e che genera dati inattendibili e privi di ogni significato, lasciando alla gogna mediatica il proprio personale anziché tutelarlo smentendo la perfida strumentalizzazione che qualcuno ha voluto mettere in atto, a mezzo stampa, evidentemente interessato a gettare fango sulla nostra azienda con lo scopo di perseguire precisi obiettivi diffamatori.
Il Nursing Up non ci sta ad assistere a queste umiliazioni nei confronti dei lavoratori che dopo il danno devono subire pure la beffa, per questo si schiera al loro fianco e nell’incontro sindacale che si è tenuto nei giorni scorsi ha, ancora una volta, ribadito duramente all’azienda, attraverso apposita dichiarazione a verbale, che il sistema di rilevazione dell’orario di lavoro non funziona come dovrebbe e, pertanto, la prima cosa che il management dovrebbe fare è mettere mano e risolvere il problema, anziché creare allarmismo e inutili contenziosi con il personale.
E pensare che proprio la Dr.ssa Caligiuri, contrariamente alla posizione del sindacato, non ha voluto portare avanti un processo di informatizzazione e ammodernamento del sistema gestionale delle risorse umane, avviato dal precedente Direttore Generale Dr.ssa Maria Bernardi, che individuava nelle figure dei primari e dei coordinatori i cosiddetti “autorizzatori” di ferie, congedi ect.
Un sistema che certamente avrebbe garantito migliori risultati e sul quale l’azienda aveva investito dei soldi per formare il personale.
La politica sanitaria che si sta attuando vede un’attenzione alta nei confronti dell’occupazione delle poltrone mentre la gente soffre in quanto, nella ASP, continua a regnare la disorganizzazione generale ed il clientelismo.
L’emblema sta nel fatto che, nonostante il Commissario Scura abbia da tempo, con i decreti (n. 87 del 11/08/2015 e n. 134 del 20/12/2016), autorizzato l’assunzione di personale infermieristico e di OSS (operatori socio sanitari) l’azienda non ha ancora provveduto ad effettuare le relative assunzioni, lasciando l’utenza in ospedale priva della necessaria assistenza con il rischio clinico in costante aumento.
Il sindacato Nursing Up intende richiamare l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica generale, su ciò che sta accedendo nell’azienda sanitaria, facendo appello alla politica di qualsiasi parte che, alla luce di questa gravissima situazione, non può assistere passivamente al declino della sanità nel nostro martoriato territorio.
Se non c’è una sanità che funziona ne risentirà inevitabilmente anche l’economia, già debole, ed i giovani saranno sempre più costretti ad emigrare in cerca di lavoro.
In particolare il territorio costiero, ma anche quello montano, con le loro economie basate sul turismo non possono fare a meno di un sistema sanitario efficiente che garantisca ai turisti risposte adeguate ai loro bisogni, cosa che oggi non è possibile garantire visto come sono ridotti gli ospedali di Tropea e di Serra S. Bruno.
Basti pensare che tanti pazienti dializzati non possono programmare le loro vacanze estive nel nostro territorio perché non si è capaci di fare una progettazione seria della dialisi vacanza. A prova di ciò sta il fatto che l’azienda, in estremis ed in pieno periodo estivo, solo qualche settimana fa ha approvato il progetto dialisi vacanza per l’anno in corso.
Il sindacato Nursing Up continuerà a fare la propria parte, ma anche la politica dovrà al più presto prendere atto del fallimento di questo management e assumersi le proprie responsabilità rimuovendo dalla guida della ASP la Dr.ssa Caligiuri, che sarà sicuramente brava a fare il Sindaco o il Direttore del Distretto, ma certamente ha fino ad oggi dimostrato di non essere in grado di governare un’azienda sanitaria così complessa come quella di Vibo Valentia”.

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