Leggo con incredulo stupore la lettera pubblicata in data 20 gennaio u.s. a firma del prof P. Amato e, ad onore della verità e della realtà dei fatti intendo rilevare :
-Prima di tutto l’espressione “.. sono felice per la ripresa di una attività culturale in un luogo che è stato per decenni un cuore pulsante della cultura reggina e meridionale come il Cipresseto “ induce il lettore a pensare che questa struttura finalmente sia stata restituita alla cittadinanza per scopi culturali dopo un decennio in cui è rimasta chiusa e fatiscente come una delle tanti cattedrali nel deserto o, peggio ancora, profanata con l’ospitalità di non si sa quali bagordi !..
Senza nulla obiettare al lusinghiero giudizio per la compagnia teatrale “ Scena Nuda” che attiene alla sfera personale e come tale rispettabile, senza nulla eccepire alla sua crociata per la cultura, non posso fare a meno di informare il prof. Amato che sin dal 2005, anno in cui l’Auditorium il “ Cipresseto” è stato concesso in comodato d’uso all’Accademia del Tempo Libero con atto deliberativo del sindaco pro tempore dott. Giuseppe Scopelliti, in questa struttura si è svolta attività culturale con intensità crescente e consenso unanime, probabilmente non condiviso dal prof. Amato che, forse in virtù di una concezione totalmente diversa di cultura, ha svalutato a tal punto la conduzione da assimilarla alla nullità dimenticando anche che lui stesso, in data 5 marzo 2009 alle ore 18,00, ha relazionato in questo Auditorium sul tema “Reggio e il bergamotto: la storia”, proprio su invito del Direttivo dell’Accademia del Tempo Libero, come da programma verificabile negli archivi della stessa.
-E’ vero che il “Cipresseto” languiva nel più completo abbandono: all’interno erano stati asportati da mani ignote arredi, attrezzature, materiali per la prevenzione incendi e quant’altro utile alla fruibilità collettiva ad eccezione delle poltroncine saldamente ancorate al pavimento. Ciò fino alla data della concessione, peraltro non esclusiva , della gestione all’Accademia del Tempo Libero.
Da allora, grazie alla cooperazione di tanti Soci che con spirito volontaristico hanno messo a servizio le loro competenze professionali e grazie alla volontà dei Fondatori di costruire un punto di aggregazione per la cittadinanza ( giovani e meno giovani) il Cipresseto è stato riportato agli antichi splendori, dotato di tutte le attrezzature necessarie e persino fornito della certificazione di agibilità prevista dalla normativa per i locali pubblici, grazie all’impegno tenace meticoloso e assolutamente gratuito degli ingegneri D’Africa e Bascià, (anch’essi Soci dell’Accademia del Tempo Libero) che hanno ricostruito la storia del Cipresseto e istruito la pratica effettuando ricerche laboriose e complesse presso gli archivi del Genio Civile, l’Archivio di Stato, e la Prefettura .
Evidenzio, infine, l’invito al riconoscimento da tributare a Zanotti Bianco, espresso dal prof. Amato come atto concreto e doveroso da parte dell’Amministrazione Comunale e/o Provinciale verso il benemerito concittadino, ma anche su questo punto è il caso di precisare che, sempre su iniziativa dell’Accademia del Tempo Libero, il “Cipresseto” è stato già intitolato a Zanotti Bianco con delibera comunale resa nota dall’allora sindaco dott. Raffa, nel contesto di un Convegno, unico organizzato in città, per ricordare la personalità dell’illustre meridionalista, con la partecipazione di relatori scelti tra nomi illustri del mondo accademico.
Tanto ho voluto evidenziare e chiosare a beneficio della ricostruzione memoriale del vissuto cittadino (la cronaca cittadina spicciola a volte sfugge o non interessa alla storico impegnato ! ) e anche per dare voce ai sentimenti degli oltre 400 Soci dell’Accademia del Tempo Libero che condividono pienamente gli obiettivi dell’Associazione e al cui operato va riconosciuto qualche merito, non importa se piccolo o grande.
Firmato Silvana Velonà




