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Al Sistema Bibliotecario Vibonese la presentazione dell’ultimo libro di Enzo Ciconte

21 Giugno 2017
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 2 minuti
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Il prossimo giovedì 22 giugno alle ore 18 lo storico Palazzo Santa Chiara, sede del Sistema Bibliotecario Vibonese, ospiterà un importante appuntamento culturale.  Si tratta della presentazione del libro “Borbonici, patrioti e criminali. L’altra storia del Risorgimento”(Salerno Editrice,2016) di ENZO CICONTE.

A dialogare con l’autore durante l’incontro – introdotto e moderato dalla giornalista ROSITA MERCATANTE – saranno GIANFRANCO MANFREDI, giornalista e MICHELE FURCI, storico.

Fra i massimi esperti a livello internazionale delle grandi associazioni mafiose, Ciconte è docente di storia della criminalità organizzata all’Università di Roma Tre, e nel corso degli anni ha realizzato numerosi studi relativi alla penetrazione delle mafie nel nord Italia. E’ stato il primo a pubblicare un testo storico sulla ‘ndrangheta in Italia, “‘Ndrangheta dall’Unità d’Italia ad oggi“, 1992.

Nel suo ultimo lavoro, un saggio agile e ricco di riferimenti storici, accende un focus specifico sulla presenza attiva nella vita pubblica di mafia, camorra e ‘ndrangheta nella transizione dell’epoca borbonica allo Stato unitario. Secondo la tesi dell’autore – per certi versi dissacrante –  all’alba della costituzione del Regno d’Italia, si consolidavano nelle strutture portanti dello Stato e in una parte rilevante della classe dirigente, i contatti con quei soggetti definiti nel testo “homines novi”: mafiosi, camorristi e ‘ndranghetisti.

Riportando una serie di esempi emblematici Ciconte, ex membro della Commissione parlamentare antimafia, mostra con chiarezza come funzionari e politici del nuovo Stato italiano, dopo il 1860, hanno continuato a mantenere la vecchia prassi esercitata dalle autorità nel Regno delle Due Sicilie “di avere a che fare con i malandrini” e utilizzare la camorra quasi come un corpo di polizia ausiliaria. E così l’autore in una sorta di rivisitazionedei fatti storici, rintraccia il grande torto della nuova classe dirigente liberale di non aver combattuto i malviventi in quanto tali, ma solo quelli che tendevano ad allearsi con i suoi avversari politici. Ecco perché la lotta spietata al brigantaggio, che era molto più di una ribellione dei contadini poveri.

Dunque, sulla strana “collaborazione” instauratasi tra le varie forme di criminalità mafiosa e lo Stato e sui risvolti che ne sono seguiti nel tempo, argomenterà lo studioso Enzo Ciconte durante l’incontro del prossimo 22 giugno nella suggestiva location del Sistema Bibliotecario Vibonese.

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