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Consiglio regionale – La nota del consigliere Mario Magno sulla legge istitutiva dell’area protetta Valli Cupe

17 Maggio 2017
in CALABRIA, In evidenza
Tempo di lettura: 2 minuti
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“La legge regionale 27 dicembre 2016, n. 41, proposta dal consigliere regionale Mimmo Tallini, è stata approvata all’unanimità dalla massima assise calabrese istituendo la ‘Riserva naturale delle Valli Cupe’. E’, quindi, doveroso rispettare la volontà dell’organo titolare della funzione legislativa”.

Lo afferma il consigliere regionale Mario Magno che esorta l’esecutivo regionale a “una seria riflessione su quanto sta accadendo”.

“Invito la Giunta regionale – osserva Magno – a valutare con particolare attenzione l’opportunità di apportare modifiche al testo della legge, sia perché è stato già nominato il direttore generale della Riserva Naturale delle Valli Cupe, nella persona del dott. Carmine Lupia, risultante da una procedura di selezione pubblica indetta dal Comune di Sersale, ente gestore della Riserva e alla quale hanno partecipato quattro candidati, sia perché eventuali osservazioni potevano essere effettuate a palazzo Campanella nel momento in cui si è discussa la proposta di legge e non dopo la sua approvazione. E’ questo l’iter indicato dalla Costituzione – sottolinea Mario Magno – nel pieno rispetto della volontà popolare, prima di effettuare la pubblicazione di una legge sulla Gazzetta Ufficiale. Le altre considerazioni sono arbitrarie ed approssimative”.

“Peraltro – prosegue Magno – non si possono neanche ravvisare elementi di incostituzionalità in quanto il Governo nell’esaminare le legge istitutiva delle Valli Cupe non ha posto alcuna obiezione, né tantomeno esiste alcuna obbligatorietà nella scelta del soggetto gestore. Infatti, né la legge regionale n. 10/2003 né tantomeno la legge quadro nazionale n. 394/91 dispongono alcun obbligo di assegnare la gestione ad un consorzio di enti locali, come auspicato dalla Giunta regionale, nel caso in cui l’area ricada su più comuni. Basti pensare che in Calabria sono presenti altre due Riserve naturali (Foce del Crati e Tarsia) che incidono sul territorio di più enti locali, ma non sono gestite da consorzi di comuni. La legge quadro e la legge regionale non impongono come scelta del soggetto gestore quella dei consorzi, ma anche enti di diritto pubblico, come nel caso specifico il Comune di Sersale, organismi associativi, associazioni ambientaliste, università e istituzioni scientifiche”.

“Alla luce di queste considerazioni e per prevenire eventuali azioni legali di chi ha legittimamente vinto una selezione pubblica – conclude Magno – invito la Giunta regionale a valutare con attenzione le decisioni da prendere sulla Riserva naturale delle Valli Cupe”.

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