Riceviamo e pubblichiamo dai segretari Filctem Cgil e Femca Cisl – Prendiamo atto di ciò che emerso dal recente dibattito svoltosi a Vibo Valentia, che di fatto sancisce che per la salvaguardia del nostro meraviglioso mare, indubbio patrimonio per un ipotetico volano di sviluppo per la nostra regione, ci dobbiamo affidare al buon senso e alla sinergia di tutti. È questa la ricetta proposta dal Governatore della Calabria On. Mario Oliverio. Saranno sicuramente in tanti ad essere rimasti delusi, non solo i cittadini di Nicotera che lo scorso anno inscenarono una clamorosa protesta replicata dopo il convegno in maniera meno eclatante ma pur sempre molto dura. Ci si aspettava ben altre proposte risolutive dell’atavico problema che ormai da troppo tempo penalizza la Calabria e i calabresi. Ci sembrano effettivamente troppo sufficienti e di facciata, per rassicurare i calabresi, le dichiarazioni dell’On. Oliverio. Soprattutto se si considera la Sua roboante campagna elettorale costellata di programmi politici ambiziosi e di grande prospettiva di sviluppo tra cui anche quella del riordino del Servizio Idrico Integrato per la nostra regione, uno dei pilastri qualificanti del Suo progetto politico. Come non ricordare lo slogan “il cosiddetto mare da bere” o la più recente prolusione “determinare la svolta necessaria al nostro territorio che ha nel mare una grossa risorsa da sfruttare per alimentare la crescita e occupazione”. Non entriamo nel merito del forte dibattito e vivace contrapposizione politica che da anni ormai la materia sta generando, con lo scaricabarile delle responsabilità, logica consueta da cui non si è sottratto nemmeno Lei, quando ha sottolineato di aver ereditato una situazione paradossale dalle amministrazioni precedenti. Ci limitiamo solo a ricordare, e a ricordarLe, Governatore Oliverio, come più volte sostenuto, che le responsabilità sono tutte da imputare alla politica di qualsiasi orientamento nessuno escluso che fin qui ha gestito la cosa pubblica calabrese. Stiamo cercando in tutti i modi insieme alle nostre confederazioni, di poter avere un incontro per capire direttamente da Lei, a ormai metà del Suo percorso di mandato, a che punto è realmente il Suo progetto di riordino della materia considerando che a tutt’oggi non c’é traccia di discussioni di eventuali leggi dedicate. Ci domandiamo, e di contro Le chiediamo, non avendo avuto la possibilità di farlo a un tavolo di confronto: quale sarà il riordino del servizio del ciclo integrato delle acque in Calabria? Non le sembra che cinque anni di liquidazione della Società Sorical siano più che sufficienti per decidere cosa farne? Quale sarà la futura governance di Sorical? Quale sarà il futuro dei suoi dipendenti ? In merito al quesito relativo al riordino del servizio del ciclo integrato delle acque, è talmente tanta la confusione che si sta determinando, con proposte di legge, leggi di modifica, emendamenti e la Sua legislatura non riteniamo, purtroppo, che stia dando un contributo dirimente e risolutivo, che probabilmente sarebbe più opportuno un confronto diretto e non virtuale. Continuare a tentennare e rimanere in questo paradossale equivoco gestionale del servizio, non è certamente quello che ci aspettavamo da chi si era prefissato programmi e progetti ambiziosi per la Calabria. Intanto il Ministero dell’Ambiente censura la Regione Calabria per non aver dato piena attuazione al Servizio Idrico Integrato e a livello governativo si sta seriamente pensando a una gestione commissariale per come previsto per legge.
Effettivamente cinque anni sono un periodo congruo, se si operasse seriamente e con onestà d’intenti, per rimettere in sesto una società anche come la Sorical che in tutti questi anni è stata vittima sacrificale del peggior vecchio carrozzone politico che l’ha utilizzata e di fatto la sta ancora sistematicamente utilizzando per logiche elettorali e di potere e non per gli obiettivi per cui è stata originariamente voluta ed istituita. Non dimentichiamo che ci riferiamo a una società partecipata a maggioranza dalla Regione Calabria e considerando la ribalta mediatica che ha assurto negli ultimi tempi per le tante criticità del servizio erogato e le tante incongruenze sugli aspetti finanziari che potrebbero avere ripercussioni negative sulla fiscalità dei calabresi. La Sorical é ormai un’azienda dove manca da anni una politica di valorizzazione delle risorse umane, delle specifiche competenze e attitudini, curriculum, sviluppo di un organigramma aziendale funzionale con relative procedure, definizione di programmi e di obiettivi. Su questo, riteniamo, sia doverosa una Sua forte presa di posizione attraverso atti concreti per toglierla dalle paludi della gestione commissariale in cui é adesso impantanata.





