di Anna Foti – Poliedrico artista, fu attore, autore e regista teatrale, commediografo, sceneggiatore. Leopoldo Trieste, nato a Reggio Calabria cento anni fa, il 3 maggio 1917, e morto, stroncato da un infarto, a Roma il 25 gennaio 2003. Giovanissimo firmò la trilogia composta da “La frontiera” (1945), “Cronaca” (1946), prima opera teatrale al mondo a rappresentare il problema dell’Olocausto e da cui nel 1953 fu tratto il film “Febbre di vivere” diretto da Claudio Gora, “N.N.” (1947).
Nel centenario della sua nascita, su iniziativa del Club di Territorio del Touring Club Italiano, della delegazione del Fondo Ambiente Italiano e della sezione di Italia Nostra di Reggio Calabria, in collaborazione con il Liceo Classico “T. Campanella”, i Circoli del cinema Zavattini e Chaplin di Reggio Calabria, congiuntamente all’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria, è stata intitolata a Reggio Calabria, suo comune natio, la piazza alla confluenza di via Torricelli Pescatori con via Nicola Furnari nello storico rione ferrovieri).
Da sceneggiatore, Leopoldo Triste firmò i copioni di ‘Gioventù perduta’, ‘I fuorilegge’, ‘Febbre di vivere’ e ‘I falsari’. La sua carriera di attore iniziò con il debutto, nel 1946, accanto a Vittorio Gassman in ‘Preludio d’amore’, diretto da Giovanni Paolucci. A scoprirne il talento di attore fu il grande Federico Fellini, che gli affidò il ruolo ne ‘Lo sceicco bianco’ (1952) e ne ‘I vitelloni’ (1953). Da lì una brillante carriera scandita da decine di interpretazioni in oltre 50 anni di attività.
Fu brillante caratterista, figura artistica che il cinema mutuò proprio dal teatro, con ricorrenti apparizioni in commedie all’italiana (‘Divorzio all’italiana’ del 1961, ‘Sedotta e abbandonata’ del 1964, ‘Il medico della mutua’ del 1968) ed in grandi produzioni come ‘Il padrino – Parte II’ (1974), ‘Il nome della rosa’ (1986), ‘Nuovo Cinema Paradiso’ (1988) e ‘L’uomo delle stelle’ (1995) che gli valse il David di Donatello come migliore attore non protagonista nel 1996. Ruoli non da protagonista ma non per questo meno importanti e imponenti, singolari ed eccentrici, con tutta una loro identità da estrinsecare con talento e mai con banalità.
Decine i film che interpretò per il cinema* e anche per la televisione: Le inchieste del commissario Maigret, La famiglia Benvenuti. Il Circolo Pickwick, Il commissario Montalbano – Il cane di terracotta e I Promessi Sposi (versione diretta da Salvatore Nocita nel 1989).
Le esperienze da regista, dunque dietro la camera da presa, furono due: ‘Città di notte’ (1956) e ‘Il peccato degli anni verdi’ (1960).
Un talento dalle mille sfumature che ha lasciato una eredità ricca come l’arte che è stato in grado di esprimere sul set cinematografico come sul palcoscenico, nella scrittura teatrale come nella vita.
*Fra le pellicole da ricordare, ‘Il giudice ragazzino’ (1994), ‘Marianna Ucria’ (1997), ‘L’uomo delle stelle’ (1996, David di Donatello e Nastro d’argento come miglior attore non protagonista), fino ai più recenti ‘Il consiglio d’ Egitto’ (2001) e ‘Il ritorno di Cagliostro’ (2002) di Ciprì e Maresco. Sul set de ‘Lo sceicco bianco’ conosce Alberto Sordi con il quale inaugura un fortunato sodalizio che sfocia nella realizzazione di nove pellicole fra le quali ‘Un americano a Roma’ (1954), ‘Un giorno in pretura’ (1954), ‘Il moralista’ (1959), ‘Il medico della mutua’ (1968) e ‘Il marchese del Grillo’ (1981). Nel frattempo, consolida la collaborazione anche con Stefania Sandrelli. Al suo fianco in ‘Divorzio all’italiana’ (1961), ‘Sedotta e abbandonata’ (1964) e per l’ultima volta nel 1989 in ‘Stradivari’, di Giacomo Battiato. Nel corso della sua carriera lavora anche con diversi registi stranieri: Francis Coppola (nel ‘Padrino parte II’), Stanley Kramer, Charles Vidor e Renè Clement (www.comingsoon.it).





