Il Progetto “Un Sasso nello stagno” si pone come obiettivo la rieducazione al bello.
Per raggiungere questa finalità, si utilizzando diversi linguaggi:musicale, fotografico, filmico, corpo, fiori e spirituale. C’è pietà, ma non commiserazione. C’è soprattutto la denuncia di una situazione che tanta gente affronta ogni giorno in disperato silenzio. Una situazione in cui un pugno di strutture e associazioni cercano di arginare con pochi mezzi e scarsissimo sostegno pubblico.
“Il Sasso nello stagno” prova a ricordarci tutto questo.
Il percorso, è realizzato dalla Dott.ssa Tiziana Ceravolo che è un’operatrice olistica e fa parte della Cooperativa Sociale di Pizzo “ La Voce del Silenzio” guidata dalla Dott.ssa Maccarrone, «Sono diventata operatrice olistica perché era l’unico modo per operare in modo completo, osservando ogni cosa, persona, situazione, da più angolature e con prospettive diverse. Purtroppo, nei giorni nostri, è ampiamente usato come termine e probabilmente ha disperso il suo significato, ma essere operatrice olistica significa per me osservare l’essere umano non solo per ciò che è visibile agli occhi”.
Il Sasso nello Stagno in collaborazione con ilCircolo del Cinema “Lanterna Magica e con il sostegno del CSV (Centro Servizi per il Volontariato) Vibo Valentia, Lo Studiolo Home Gallery, presentano per Domenica 9 Aprile alle ore 17,30, presso la Tonnara di Pizzo Marina, la proiezione del Film e Mostra collettiva “ Il Mondo Immaginario di Dante “un film di Claudio Paone .
“Il mondo immaginario di Dante”. Questo, infatti, è il titolo del film interamente ambientato nella città di Lamezia Terme, tratto da un racconto dello scrittore e sceneggiatore Claudio Paone, il quale ne ha curato la regia insieme ad Antonio Guerra. Un progetto, per una storia moderna che ha, però al suo interno i contorni della favola. Quando si affrontano temi sociali che riguardano in particolar modo ragazzi obambini l’opinione pubblica, si divide. C’è chi pensa a tutto questo con indifferenza, c’è chi storce il naso. C’è chi invece pensa che al mondo non esistano differenze e che tutto ciò che ci circonda debba assumere un significato comune, senza badare al giudizio critico di chi osserva la gente che ha dei problemi, con aria di sufficienza. Il progetto, riesce a trattare questi temi in maniera del tutto naturale, senza condannare nessuno, prendendo ciò che di meglio una certa categoria di persone è in grado di esprimere, di comunicare agli altri. Protagonisti della pellicola sono così diventati i giovani. Il ruolo principale è quello di Dante, giovane di diciotto anni affetto da un handicap mentale che lo rende fisicamente maggiorenne ma non mentalmente. A interpretarlo è stato chiamato Giuseppe Nirta di Pizzo, che soffre nella vita reale dello stesso problema di Dante, un ragazzo che riesce a trasmettere nella vita, come nel film, una sensazione di tranquillità, di dolcezza, di serenità.Giuseppe non è diverso dagli altri, anzi. Ha una qualità invidiabile, quella cioè di aver mantenuto intatta l’innocenza, come fanno i bambini. Questo film non vuole di certo risvegliare le coscienze, ma l’idea che sta alla base resta quella di divertire, commuovere, immedesimarsi. Giuseppe (Dante), guarda con occhi diversi tutto ciò che gli sta attorno, trasformando il quotidiano in un gioco immaginario che prende forma nella sua mente.




