“Tutti i reggini devono ricordare i nomi dei responsabili della fine dell’aeroporto di Reggio Calabria e poi li devono dimenticare per sempre: Giuseppe Falcomatà, Demetrio Battaglia, Rosanna Scopelliti, Nico D’Ascola, Giovanni Bilardi, Dalila Nesci, Federica Dieni, Nicola Irto, Seby Romeo, Giuseppe Neri, Giovanni Aruzzolo, Giovanni Nucera”. Con queste inequivocabili parole, il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Sebastiano Scuderi, commenta le recenti notizie che riguardano una nuova pagina inqualificabile della compagine politica.
Fratelli d’Italia continuerà il presidio permanente all’Aeroporto dello Stretto. Sabato, alla presenza di tantissimi cittadini e militanti, abbiamo mostrato attraverso il Consigliere Massimo Ripepi a tutta la Città le carte che dimostrano l’omicidio dell’organo vitale della nostra città. Nessuno parla, i protagonisti, Falcomatà in testa sono più interessati a depistare le prove del delitto che a risolvere veramente e radicalmente il problema.
“Se è vero che i dipendenti Alitalia sono pronti ad azioni di spessore, come bloccare un volo sulla pista, significa che la situazione da tesa sta diventando tragica. Ci sono in gioco il futuro di lavoratori e la vita di intere famiglie ma sembra che la politica che è chiamata ad amministrare la città, e l’intera regione, non solo non riesca a trovare soluzione credibili ma addirittura non sia neppure in grado di confrontarsi con serenità con la nostra comunità. Arrivati a questo punto, dopo mesi di silenzi, incomprensioni e contraddizioni, sia doveroso per l’Amministrazione rispondere positivamente all’appello di indire un consiglio comunale aperto. Si sono create situazioni inspiegabili e condizioni che mettono a rischio il futuro della nostra terra rispetto alla quali è necessario individuare un momento di confronto responsabile tra le istituzioni, gli operatori presenti sul territorio e i lavoratori, per capire di che morte siamo destinati a morire”.
“Io sono deluso e rammaricato – continua Scuderi – per il modo con cui viene gestita la cosa pubblica e i rapporti sociali, perché è sotto gli occhi di tutti che l’Aeroporto dello Stretto, e con esso l’intero nostro territorio, stanno attraversando una lenta fase di logoramento che rischia di diventare irreversibile e che sta esautorando gli apparati più importanti della nostra città. Una lenta agonia che assomiglia a quella forma di eutanasia che si attua attraverso la sospensione di alimentazione e idratazione. Per noi, tutto quello che si sta verificando, in effetti, altro non è che la sospensione nei confronti del Tito Minniti delle attività necessarie all’alimentazione e all’idratazione, e i nostri amministratori non riescono a fare altro che limitarsi a predisporre le attrezzature affinché tutto ciò avvenga, recitando la parte di medici senza scrupoli, addirittura desiderosi di silenziare chi, come noi, svolge la parte degli obiettori di coscienza. Il Tito Minniti, in buona sostanza, rischia di trasformarsi in un deprecabile laboratorio di eutanasia, perciò l’invito che ci sentiamo di rivolgere a tutti i cittadini è quello a una necessaria e collettiva obiezione di coscienza delle forze sane, al di là degli schieramenti politici”.
Il partito della destra sociale, guidato da Giorgia Meloni, pertanto, pone la lente di ingrandimento su differenti fattori, come le gravi responsabilità politiche e la miopia superficiale dell’attuale classe dirigente, che ostinatamente continua a concentrare l’attenzione su aspetti secondari e a tratti marginali. “Abbiamo il dovere – chiarisce ancora il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia – di evidenziare gli aspetti decisivi che, non riguardano singoli voli o singoli servizi, ovvero le cure palliative che rappresentano in questo caso un diversivo che ha il solo scopo di distrarre dalle questioni chiave, quanto piuttosto la necessità di intervenire proprio sule questioni chiave, ovvero la qualificazione del Tito Minniti come Aeroporto di rilevanza strategica e l’intervento sul Piano Nazionale Aeroporti che squalifica e umilia la nostra terra, considerandola marginale e degna di avere un mero aeroporto di servizio. Tutto questo è inaccettabile per una città metropolitana che, tra l’altro, potrebbe anche beneficiare della Zes di Gioia Tauro e dell’Autorità portuale Unica. Dinanzi a tutto questo è necessaria una strategia e una programmazione che questa Amministrazione, sia a livello cittadino che a livello regionale, credo non abbia la volontà di garantire perché, molto semplicemente, si è deciso di investire su Lamezia, declassando l’Area metropolitana dello Stretto. Non meno importante, infine, lo ribadiamo con forza, il nostro no alla Sacal, rispetto alla proposta di una società di gestione a guida Reggio-Messina che sia in grado di coinvolgere, attraverso le due città metropolitane, gli operatori istituzionali ed economici presenti sul territorio, e incoraggiare la partecipazione diretta dei lavoratori al capitale sociale, nonché alle fasi di gestione, proteggendo la loro posizione”.
“La classe politica di governo cittadino e regionale, con la complicità dei parlamentari reggini e calabresi – conclude Scuderi – ha fallito e, non solo non accenna a fare il doveroso mea culpa, ma continua imperterrita a costringere un’intera comunità a camminare nel buio, tra incertezze, silenzi e inutili proclami. A questo si è ridotta la politica dei selfie, degli slogan pubblicitari e della retorica inconcludente. Nell’incitare i cittadini a difendere il loro futuro, noi non possiamo che ringraziare il nostro Sindaco, Giuseppe Falcomatà, l’intera giunta che dovrebbe supportarlo e supportare la città, e i consiglieri di maggioranza che rivendicano cambiamenti positivi, frutto di proprie ricostruzioni del tutto incompatibili con la realtà, il governatore regionale Oliverio che sta dimostrando di avere a cuore solo determinate zone della nostra amata regione, la giunta regionale e i consiglieri di maggioranza, nonché, come detto, i parlamentari di tutti gli schieramenti politici che si stanno contraddistinguendo per aver voltato le spalle a una battaglia di civiltà e di vero progresso. Tutti i reggini devono ricordare i nomi dei traditori di Reggio Calabria: Marco Minniti, Demetrio Battaglia, Rosanna Scopelliti, Nico D’Ascola, Giovanni Bilardi, Dalila Nesci, Federica Dieni, Nicola Irto, Seby Romeo, Giuseppe Neri, Giovanni Aruzzolo, Giovanni Nucera poi li devono dimenticare per sempre”.





